INTRODUZIONE
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L'ambiente naturale, nel tempo, ha subito una continua aggressione da parte dell'uomo: dapprima con la distruzione dei boschi e poi con le trasformazioni agricole sempre più esasperate, culminate nell'indiscriminato uso di insetticidi, fitofarmaci, fertilizzanti e concimi chimici, da una parte e nell'urbanizzazione e nell'industrializzazione di aree sempre più vaste, dall'altra.
Ai nostri giorni attraverso un reinventato concetto di cultura, concepita come ponte tra uomo e natura, si tende a riaffermare il rispetto per l'ambiente naturale con la coscienza e la piena consapevolezza di esseri viventi, destinati a convivere con altri esseri viventi in un insieme interdipendente.
In questo riconquistato clima di sereno rapporto con la natura, le piante assumono rilievo e la loro coltivazione tende ad essere sempre più praticata assecondando la natura senza forzarla. Ciò è importante in un mondo in cui si fanno sentire sempre di più gli effetti dannosi che derivano dall'eccessivo uso di farmaci, da una agricoltura industrializzata e dalla lavorazione dei cibi. Le piante sono diventate il simbolo di una vita più sana e più naturale. Esse oramai costituiscono oggetto di interesse in tutto il mondo e negli ultimi vent'anni crescente attenzione è stata rivolta alle piante utili e all'erboristeria.
L'impiego delle erbe ha invaso a poco a poco non solo il campo della cosmesi, delle bevande e dei cibi, ma anche quello dei prodotti domestici, della veterinaria e della medicina.
Oggi è sempre più diffuso il concetto che noi siamo quello che mangiamo e tutta la scienza medica riconosce l'importanza di una alimentazione corretta e naturale.
In origine, le erbe da cucina venivano usate non solo per le proprietà aromatiche, ma anche per le loro qualità intrinseche. La gamma delle erbe da cucina è molto ampia, e queste, se usate con gusto e fantasia, rendono la nostra dieta più varia e saporita.
Per facilitare l'avvento di un'agricoltura biologica, è dunque opportuno utilizzare le piante spontanee come prodotto ecologico genuino e gratuito, riappropriandoci anche di una cultura passata per ottenere, perché no, anche dei piatti prelibati.
La raccolta della verdura spontanea o selvatica rientra, poi, in quella serie di attività globali e naturali che soddisfano, contemporaneamente, molteplici esigenze dell'uomo.
Essa concretizza, altresì, la biunivocità del vincolo uomo-terra, cioè la stretta interdipendenza che ne regola la vita ed i destini.
E' un'attività naturale, un escursionismo gastronomico, un genere di ginnastica dolce e rilassante da svolgersi in una giornata assolata su di un tappeto erboso, morbido ed ondulato, ma anche con qualche asperità, camminando per ore piegando ed estendendo decine di volte la gamba e la colonna vertebrale, quasi in un inchino riconoscente a sora nostra madre terra, la quale ne sustenta et governa .
Raccogliere verdura spontanea è inoltre prezioso esercizio che affina l'occhio nelle sue capacità di percepire, riconoscere e discernere le insalate più gustose e commestibili.
Un sostentamento gratuito e salutare, che, poiché ristabilisce la simbiosi e la interdipendenza ecologica del complesso sistema sole-terra-io-gli altri, risulta altamente educativo.
Tutto quello che cresce spontaneamente ed è colto e gustato per la nostra sopravvivenza rinforza il senso di gratitudine e il rispetto per la generosità dei frutti della terra.
L'uomo vive sulla terra e della terra e nessuno può sperare di distruggere il mondo e sopravvivere alla sua distruzione.