IL MODELLO C

1. CENTRALITÀ DEL MODELLO ALL’INTERNO DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE.

Se le caratteristiche della valutazione, momento fondamentale di snodo del "contratto formativo", debbono sicuramente essere la trasparenza e la condivisione (cfr su questo anche circ.167/93), il modello C costituisce, a questo proposito, uno strumento di fondamentale importanza in quanto, per le sue caratteristiche strutturali, i tempi e le modalità con cui viene utilizzato nel corso dell’anno scolastico, può essere definito un vero e proprio "modello polifunzionale".

All’interno infatti del nostro sistema educativo esso si presenta come una prima ed uniforme articolazione degli obiettivi educativi e formativi d’istituto ed è quindi in grado di svolgere una funzione di cerniera tra queste finalità, di portata ampia, e la loro specificazione in ambiti più circoscritti e quindi più facilmente verificabili all’interno del lavoro didattico. Tale operazione garantisce una notevole omogeneità della proposta formativa altrimenti difficilmente realizzabile in quanto:

Il fatto poi che tale modello, perfettamente identico nella formulazione, venga destinato, come illustrato di seguito, anche agli alunni, per i quali svolge una funzione orientativa, e ai genitori, per i quali è un indispensabile strumento di conoscenza del processo di apprendimento del proprio figlio, costituisce uno dei punti forti di un sistema che intende la trasparenza non solo come comunicazione di risultati, ma anche di modalità di osservazione e di verifica.

2. Struttura del modello e ambiti attenzionati

Il Modello C si articola in due aree sinteticamente definite Area non cognitiva e Area cognitiva. Senza ricordare la vasta letteratura in proposito e volendo invece illustrare, in breve, le scelte operate in relazione agli ambiti intermedi e specifici, si può sottolineare che esse si sono ispirate fondamentalmente ad alcuni criteri basilari:

All’interno dell’Area non cognitiva nel modello in questione trovano posto gli obiettivi intermedi e specifici legati alla sfera non cognitiva, socio – affettiva e affettivo – relazionale insieme a quelli che si riferiscono agli aspetti metacognitivi, al fine di delineare un quadro essenziale degli elementi che concorrono alla caratterizzazione dell’alunno:

  1. come membro di una classe e come individuo capace di adeguarsi alle regole della vita in comune (socializzazione, rispetto delle norme della vita scolastica),
  2. come soggetto disponibile al lavoro proposto e puntuale nell’esecuzione delle consegne (attenzione, interesse, rispetto delle consegne e materiali),
  3. come persona capace di confrontarsi e di lavorare con tutti gli altri (capacità di collaborazione),
  4. come individuo in grado di muoversi autonomamente sia nell’esecuzione di una traccia di lavoro assegnata sia quando questa deve essere ipotizzata e poi messa in pratica (capacità organizzativa, modalità di esecuzione delle consegne, autonomia operativa).

All’interno invece dell’Area cognitiva trovano posto più chiaramente le scommesse educative avanzate nel progetto d’istituto e in particolare:

  1. quella di formare un alunno capace di decodificare i diversi linguaggi e di saperli utilizzare per comunicare in modo chiaro, coerente e completo (ricezione e produzione di messaggi verbali e non verbali),
  2. quella di formare un individuo capace di applicare le sue conoscenze in maniera non solo rigorosa, ma anche creativa, dotato quindi di schemi mentali flessibili che lo mettono in grado di adattarsi alle nuove situazioni (rielaborazione dei messaggi, applicazione, capacità di risolvere problemi),
  3. quella di potenziare, nell’alunno, gli strumenti logici che permettono l’organizzazione del sapere (capacità di stabilire confronti, capacità di stabilire relazioni di spazio, causa, ecc.).

Risulta inoltre interessante, sia ai fini della condivisione che della trasparenza, anche il fatto che viene riportata una sintetica descrizione operativa in tre livelli per la valutazione degli obiettivi indicati. Il livello più alto si caratterizza senz’altro come quello indicante il raggiungimento pieno dell’obiettivo, quello intermedio definisce la sua acquisizione non completa ma sostanzialmente accettabile, mentre l’ultimo segnala una distanza dall’obiettivo tale da evidenziarne il mancato raggiungimento.

Tale descrizione

3. TEMPI E MODALITA’ DI RILEVAZIONE DEI DATI.

All’interno del percorso scolastico annuale sono stati fissati dei momenti precisi in cui i docenti sono chiamati ad effettuare la rilevazione dei dati presenti nel modello C e precisamente:

  1. un momento iniziale (relativo sostanzialmente al mese di ottobre), coincidente con la delineazione del profilo iniziale dell’alunno
  2. due momenti intermedi (il primo nel mese di dicembre, l’altro nel mese di aprile) funzionali alla comunicazione dei dati rilevati alle famiglie.

La valutazione degli obiettivi effettuata dal singolo docente, acquista un rilievo diverso quando viene confrontata con quella degli altri docenti componenti il consiglio di classe. Tale confronto,

estremamente produttivo, si effettua con una modalità particolare che prevede in primo luogo l’elaborazione elettronica dei singoli dati e, quindi, la discussione sui risultati che, nei due momenti intermedi sopra citati , vengono anche comunicati ad alunni e genitori.

Il percorso seguito si articola quindi nelle seguenti fasi:

  1. Il singolo docente annota, come detto, il risultato delle sue osservazioni sul registro personale.
  2. Lo stesso docente trascrive quindi, nei momenti indicati , le valutazioni relative ad ogni alunno su di una tabella elettronica, predisposta su floppy, servendosi di un indicatore numerico che si riferisce al livello riscontrato (il numero 3 indica il livello più elevato, il 2 indica quello intermedio, il numero 1 si riferisce al livello più basso).
  3. Le singole rilevazioni confluiscono quindi in un foglio elettronico riassuntivo, che prevede, per ogni alunno, il calcolo della media aritmetica dei dati numerici relativamente a ciascun obiettivo e l’elaborazione di due indici che si riferiscono rispettivamente all’area non cognitiva e a quella cognitiva e di un terzo indice complessivo. In tale quadro di sintesi trovano posto anche le medie aritmetiche riferite alla classe e calcolate per ciascun obiettivo, oltre agli indici sopra citati (per aree e complessivo); per ogni obiettivo viene segnalato poi anche il dato più frequente. E’ necessario sottolineare che tali dati numerici hanno solo un valore indicativo, di tendenza e non sono affatto da intendersi come rigide valutazioni matematiche perché segnalano solo l’approssimazione alle mete fissate.
  4. Il tabulato riassuntivo, che è allegato al registro dei verbali del consiglio di classe, viene quindi utilizzato, nell’ambito della riunione collegiale, per una riflessione comune sul percorso dei singoli alunni e per la rilevazione delle difficoltà specifiche della classe in relazione a ciascun obiettivo o, più in generale, alle aree. Tale procedura, attenzionando gli elementi di "rischio" degli alunni riguardo le competenze trasversali, orienta in modo preciso sia gli interventi individualizzati sia, più in generale, l’azione educativa dei docenti in relazione alla fisionomia così delineata del gruppo classe.
  5. Durante la stessa seduta del consiglio di classe i dati vengono trascritti sul foglio per la comunicazione interquadrimestrale alle famiglie, foglio che viene visionato dai genitori all’interno di una riunione che prevede la presenza di tutti i docenti. E’ necessario aggiungere che i dati relativi al modello C sono, in tale foglio, integrati da ulteriori risultati che si riferiscono ai test effettuati per le attività formative e per la verifica del percorso curricolare. Tali informazioni, in quanto si riferiscono ad aspetti sia trasversali che disciplinari, forniscono alle famiglie un’idea precisa del processo di apprendimento dei loro figli.

MODELLO  C

AREA NON COGNITIVA

IN 1Q 2Q

AREA COGNITIVA

IN 1Q 2Q

Partecipazione alla vita scolastica

Capacità di comunicazione

ATTENZIONE

SEGUE TUTTE LE ATTIVITA' DIDATTICHE . . .

RICEZIONE
MESSAGGI
VERBALI

COMPRENDE IN MODO APPROFONDITO IL SIGNIFICATO DI UN MESSAGGIO ORALE E/O SCRITTO . . .
SEGUE SOLO ALCUNE ATTIVITA' DIDATTICHE . . . COMPRENDE NELLE LINEE ESSENZIALI IL SIGNIFICATO DI UN MESSAGGIO ORALE E/O SCRITTO . . .
HA BISOGNO DI ESSERE SOLLECITATO . . . COMPRENDE IN MODO FRAMMENTARIO E CONFUSO IL SIGNIFICATO DI UN MESSAGGIO ORALE E/O SCRITTO . . .

INTERESSE

SI INTERESSA A TUTTE LE ATTIVITA' (ED HA SPIRITO DI INIZIATIVA) . . .

RICEZIONE MESSAGGI NON VERBALI

COMPRENDE IN MODO COMPLETO E APPROFONDITO IL SIGNIFICATO DI UN MESSAGGIO . . .
SI INTERESSA ALLE ATTIVITA' CHE RITIENE PIU' CONGENIALI . . . COMPRENDE NELLE LINEE ESSENZIALI IL SIGNIFICATO DI UN MESSAGGIO . . .
SI INTERESSA RARAMENTE ALLE ATTIVITA' DIDATTICHE . . . COMPRENDE IN MODO FRAMMENTARIO E CONFUSO IL SIGNIFICATO DI UN MESSAGGIO . . .

RISPETTO DELLE CONSEGNE

RISPETTA SEMPRE LE CONSEGNE . . .

PRODUZIONE MESSAGGI VERBALI

ESPONE IN MANIERA COERENTE UTILIZZANDO CORRETTAMENTE LA TERMINOLOGIA SPECIFICA . . .
RISPETTA GENERALMENTE LE CONSEGNE . . . ESPONE IN MANIERA COERENTE, MA NON SEMPRE UTILIZZA LA TERMINOLOGIA SPECIFICA . . .
RISPETTA LE CONSEGNE SALTUARIAMENTE . . . ESPONE IN MODO POCO COERENTE E SCORRETTO . . .

MATERIALI

E' SEMPRE PROVVISTO DEL MATERIALE NECESSARIO . . . PRODUZIONE
MESSAGGI
NON VERBALI
PRODUCE MESSAGGI CHIARI E COMPLETI UTILIZZANDO IL LINGUAGGIO ADEGUATO ALLO SCOPO O ALLA FUNZIONE . . .
NON SEMPRE E' PROVVISTO DEL MATERIALE NECESSARIO . . . PRODUCE MESSAGGI CHIARI UTILIZZANDO IL LINGUAGGIO ADEGUATO ALLO SCOPO E ALLA FUNZIONE . . .
RARAMENTE E' PROVVISTO DEL MATERIALE . . . PRODUCE MESSAGGI POCO CHIARI ED HA DIFFICOLTA' A UTILIZZARE CORRETTAMENTE IL LINGUAGGIO ADEGUATO . . .

Metodo di studio

Capacità di rielaborazione

CAPACITA'
ORGANIZZATIVA

ORGANIZZA TEMPI, MATERIALI E FASI DI LAVORO . . .

RIELABORA-
ZIONE DI
MESSAGGI

RIELABORA LE INFORMAZIONI IN MODO ORIGINALE E CREATIVO . . .
NON SEMPRE SA ORGANIZZARE TEMPI, MATERIALI E FASI DI LAVORO . . . RIELABORA LE INFORMAZIONI IN MANIERA CORRETTA . . .
HA DIFFICOLTA' AD ORGANIZZARE TEMPI, MATERIALI E FASI DI LAVORO . . . HA DIFFICOLTA' A RIELABORARE ANCHE SEMPLICI INFORMAZIONI . . .
MODALITA'
ESECUZIONE
CONSEGNE
ESEGUE LE CONSEGNE IN MODO ACCURATO . . .

APPLICAZIONE

SA UTILIZZARE TECNICHE E CONOSCENZE ACQUISITE IN SITUAZIONI NUOVE . . .
ESEGUE LE CONSEGNE IN MODO SUPERFICIALE . . . SA UTILIZZARE TECNICHE E CONOSCENZE ACQUISITE SOLO IN SITUAZIONI SIMILI . . .
ESEGUE LE CONSEGNE IN MODO APPROSSIMATIVO . . . HA DIFFICOLTA' NELL'UTILIZZARE TECNICHE E CONOSCENZE ACQUISITE . . .

AUTONOMIA
OPERATIVA

IMPOSTA ED ESEGUE AUTONOMAMENTE LAVORI CORRETTI .. . .

Abilita' logiche

IMPOSTA ED ESEGUE AUTONOMAMENTE LAVORI SOLO IN PARTE CORRETTI .. .. .

CAPACITA' DI STABILIRE CONFRONTI

SA STABILIRE CONFRONTI RILEVANDO ANALOGIE DIFFERENZE . . .
NECESSITA DI GUIDA PER IMPOSTARE ED ESEGUIRE LAVORI CORRETTI . . . SA STABILIRE CONFRONTI RILEVANDO LE ANALOGIE E LE DIFFERENZE PIU' EVIDENTI . . .

Capacità di relazionarsi

HA DIFFICOLTA' AD INDIVIDUARE ANCHE LE PIU' EVIDENTI ANALOGIE E DIFFERENZE . . .

SOCIALIZZAZIONE

E' BENE INSERITO NEL GRUPPO CLASSE . . .

CAPACITA' DI STABILIRE RELAZIONI DI SPAZIO, CAUSA, ECC

E' SPESSO IN GRADO DI COGLIERE ANCHE LE RELAZIONI PIU'COMPLESSE . . .
E' BENE INSERITO MA SOLO IN UN PICCOLO GRUPPO . . . E' SEMPRE IN GRADO DI COGLIERE LE RELAZIONI SEMPLICI . . .
HA DIFFICOLTA' DI INSERIMENTO . . . STENTA A COGLIERE LE RELAZIONI PIU' SEMPLICI . . .

CAPACITA'
DI COLLABORAZIONE

METTE A DISPOSIZIONE LE PROPRIE COMPETENZE ED E' DISPONIBILE A CONFRONTARLE CON GLI ALTRI . . .

CAPACITA'
DI
RISOLUZIONE
PROBLEMI

INDIVIDUA CON FACILITA' I DATI DI UN PROBLEMA E SA PROPORRE SOLUZIONI ORIGINALI . . .
SOLO CON ALCUNI COMPAGNI METTE A DISPOSIZIONE LE PROPRIE COMPETENZE E LE CONFRONTA . . . INDIVIDUA I DATI DI UN PROBLEMA E SPESSO  PROPONE TECNICHE E PROCEDURE ADEGUATE . . .
NON SA METTERE A DISPOSIZIONE E CONFRONTARE LE PROPRIE COMPETENZE CON QUELLE DEGLI ALTRI . . . HA DIFFICOLTA' AD INDIVIDUARE I DATI DI UN PROBLEMA E A PROPORRE TECNICHE E PROCEDURE ADEGUATE ALLA SOLUZIONE . . .

RISPETTO
NORME 
DELLA VITA
SCOLASTICA

RISPETTA IN OGNI OCCASIONE LE NORME STABILITE . . .

FIRME

RISPETTA LE NORME STABILITE MA IN QUALCHE OCCASIONE NECESSITA DI CONTROLLO . . .

I Quadrimestre

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RARAMENTE SI ATTIENE ALLE NORME STABILITE . . .

II Quadrimestre

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