DALLA MONO ALLA MULTIMEDIALITA': UN PERCORSO DIFFICILE
 

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Presentazione

 

 IL PRODOTTO

LA CO-OPERAZIONE EDUCATIVA

LA DIMENSIONE MULTIMEDIALE

LA MOTIVAZIONE

GLI OBIETTIVI

 

INDICAZIONI PER LA LETTURA

 

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lunastel.wmf (2412 byte)   I nostri recapiti nel WEB      www.videobank.it/scuola/media/nicolosi

 

 

 

 

 

INDICAZIONI PER LA LETTURA

 

 

Il libro è suddiviso in sezioni tra loro collegate e facilmente apribili utilizzando sia i pulsanti che ne indicano il contenuto, sia quelli di "Explorer 4" di Microsoft che rendono facile la navigazione all'interno  e fuori.

Da ogni sezione si accede a tutti i paragrafi indicati nelle pagine di apertura e da questi,  cliccando sulle parole calde, agli approfondimenti disponibili sullo stesso ipertesto o nel Web.

Spesso le immagini sono in miniatura; per meglio osservarne il contenuto, cliccare al loro interno.

 

 

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Presentazione

 

 

Realizzato nell’ambito del progetto di "Educazione alle pari opportunità", l'ipertesto Lo specchio della Luna, al di là del valore del prodotto in quanto tale, ci sembra significativo come testimonianza di un percorso didattico in cui la nostra scuola si è confrontata nella interezza delle sue componenti con le nuove tecnologie e ha cercato di vederle, evitando facili concessioni alle mode correnti, come uno strumento potente e creativo per il raggiungimento degli obiettivi culturali e formativi che in precedenza erano stati elaborati.

Il lavoro affonda le sue radici nello stesso Progetto Educativo d’Istituto e nelle scelte che esso indica e che costituiscono i nodi problematici della nostra scuola che avverte in maniera forte l’esigenza di un rinnovamento meditato e consapevole.

 

IL PRODOTTO

L’ipertesto, dall’impianto piuttosto complesso, trova innanzi tutto una sua ragione d’essere nel taglio particolare dato alla tematica in quanto rivela chiaramente il tentativo di evitare una sterile riproposizione di testi sull’argomento "donna", ma è volutamente calato nella dimensione del quotidiano e del vissuto degli alunni senza che questo però abbia voluto significare mancanza di approfondimento storico – antropologico necessario per capire almeno le coordinate essenziali del problema.

Tanto più perché, a nostro parere, il ruolo della donna nel nostro secolo, i mutamenti di questo ruolo e i cambiamenti indotti nella storia del XX° secolo dall’entrata in scena della donna come soggetto attivo sono temi che necessariamente andavano portati a livello dei nostri alunni, non nel senso di banalizzarne i contenuti, ma nel senso di concretizzarne la conoscenza.

Operando con una fascia d’età che va dai dieci ai quindici anni dobbiamo infatti sempre aver presente che la capacità di astrazione di questi ragazzi e di queste ragazze è ancora in formazione e che le attività veicolano conoscenza solo a condizione di formare abilità e competenze concrete e il processo didattico attivato per arrivare a questo prodotto ne è un esempio. Nel lavoro infatti trovano spazio testimonianze di svariate attività, svolte nelle classi della scuola, che hanno consistito in indagini, riflessioni, documentazioni, interviste e hanno prodotto testi ed elaborati di varia tipologia e complessità. Coordinate da un disegno comune tali attività hanno contribuito a dare una visione organica e spesso "concreta" all’analisi del fenomeno e hanno attivato diversi canali e diversi linguaggi in vista del raggiungimento di obiettivi non solo complessi ma tipologicamente diversificati.

 

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LA CO-OPERAZIONE EDUCATIVA

 

Da un sommario sguardo d’insieme ai vari "capitoli" dell’ipertesto si può immediatamente dedurre che tutti i lavori attivati sono stati improntati alla cooperazione e quindi allo scambio di competenze tra gli insegnanti stessi, tra alunni e insegnanti e tra gli stessi alunni, segno evidente del rilievo che è stato dato al lavoro di gruppo visto come il luogo che, modificando radicalmente il comportamento sia degli insegnanti che degli studenti, costituisce il contesto ideale per confrontare le proprie conoscenze/competenze con quelle altrui e per stimolare quindi l'abitudine ad ascoltare gli altri e a lavorare con gli altri. Questo ci è sembrato tanto più importante sia perché, per la ridotta presenza di momenti di vita collettiva, nelle situazioni di apprendimento extrascolastico, il ragazzo è spesso isolato, sia perché si intende in tal modo sottolineare che il salto qualitativo tra una scuola di impianto tradizionale e una moderna sta anche nel superamento della visione individualistica (e quindi antagonistica) del lavoro scolastico svolto dagli alunni.

Senza quindi voler necessariamente fare riferimento alla società attuale come società "mondiale" in cui è necessario che si instauri e si mantenga un dialogo tra individui portatori di valori e comportamenti diversi, si può indubbiamente affermare che anche nella società "ristretta" della scuola e della classe è di fondamentale importanza approdare al concetto di cooperazione/collaborazione (cfr. "educazione al vivere insieme, all'operare in spirito di solidarietà

con gli altri nella costruzione del bene comune" Nuovi Programmi).

I momenti di confronto e di dialogo sono stati infatti molteplici e hanno visto innanzi tutto gli alunni protagonisti di un sondaggio d’opinione, mediante un questionario, sui comportamenti e sui mutamenti di valori sottesi alla questione femminile che si è svolto in tutte le classi della scuola, con lo scopo di osservare i mutamenti di alcuni stereotipi nella realtà locale.

Tutti i risultati relativi a 212 schede somministrate per classi di età alle donne di Nicolosi da tutti gli alunni delle singole classi sono stati poi rielaborati e tabulati in una classe, dove i ragazzi, lavorando in gruppi, hanno esaminato i dati suddividendoli per variabili (età, luogo di nascita, istruzione, stato civile, attività lavorativa), traendo quelle che potevano essere le considerazioni più immediate.

Da questa prima analisi del problema sono scaturiti diversi momenti di riflessione/confronto, nelle singole classi e per classi parallele in cui insegnanti e alunni hanno cercato di delineare e di circoscrivere la tematica ricorrendo anche ad un ampio materiale informativo che, sempre in gruppo, è stato rielaborato, sintetizzato, commentato, etc..

Date alcune caratteristiche "private" dell’argomento, si è pensato di ampliare l’indagine attraverso delle interviste che raccogliessero delle "storie di vita" di alcune donne del luogo, utilizzando gli strumenti propri del tipo di indagine. E’ stata quindi predisposta una traccia d’intervista aperta con cui, gli alunni delle terze classi, con registratore, si sono apprestati ad intervistare alcune donne o perché già rispondendo al questionario avevano mostrato di avere qualcosa da dire o perché si sapeva che la loro esperienza, per l’età, per l’esemplarietà o per altro, poteva essere interessante. Le registrazioni sono state poi sbobinate da altri alunni, che le hanno trascritte, per farle diventare parte integrante, in testo e in audio, dell’ipertesto.

Oltre che dalla specificità dell’argomento la scelta di questa fonte orale ha avuto un altro obiettivo non secondario rispetto al primo. Si è voluto infatti verificare sul campo l’acquisizione da parte degli alunni di alcune abilità previste, oltre che dai programmi, dal nostro "laboratorio" di Storia. Tutto l’ipertesto infatti, nel tentativo di coniugare le tematiche sulla condizione femminile e la storia del ‘900 è stato per la nostra scuola il campo di prova di un "fare storia" che, al di là dei manuali e dei testi, deve abituare i ragazzi a leggere e utilizzare le fonti, a costruirsi uno spirito critico, a essere, come prevedono le linee programmatiche della disciplina, "cittadini del mondo", capaci di orientarsi e scegliere consapevolmente.

La condivisione, a livello di istituto, degli obiettivi e delle procedure ha costituito la trama dei lavori di documentazione, di riflessione su esperienze personali ed anche dibattiti, attività che sono state alla base di ulteriori rielaborazioni e del momento fondamentale della produzione non solo degli elaborati in generale, ma del testo multimediale in particolare.

 

 

 

LA DIMENSIONE MULTIMEDIALE

 

Tutta questa vasta produzione è confluita in un testo multimediale per una serie di ragioni riconducibili sia alle caratteristiche di questo tipo di testo sia alle sue finalità didattiche.

Infatti se da un lato la presenza contemporanea dei diversi linguaggi in un unico supporto informativo è risultata stimolante ai fini della trasversalità tra le discipline, dall’altro la stessa situazione di authoring ha permesso di orientare il percorso didattico verso l’operatività, ha consentito agli alunni di fare particolare attenzione all’efficacia comunicativa del loro messaggio, ha dato spunti di riflessione sulla logica reticolare, di tipo associativo, che in esso è sottesa.

Per la realizzazione dell’ipertesto gli alunni si sono serviti dei programmi Microsoft Word, per il trattamento dei testi, Microsoft Excel per il caricamento, l’elaborazione e la visualizzazione grafica dei dati del questionario, Microsoft PowerPoint per la produzione di diapositive di sintesi, hanno utilizzato lo scanner per inserire delle foto e disegni di loro produzione. Solo in un secondo momento i testi sono stati tradotti in linguaggio HTML e si è lavorato alla stesura finale con Microsoft FrontPage. A cavallo di queste due fasi alcuni ragazzi hanno avuto modo di sperimentare a scuola la navigazione in Internet alla ricerca di siti utili sull’argomento. Gli esiti di questa fase, oltre che utili in sé sono stati anche positivi perché hanno consentito di arricchire il lavoro con il collegamento a centinaia di URL "in rosa".

Nell’ipertesto "Lo specchio della Luna" sono così confluiti:

Immagini: fotografie - cartelloni - disegni

Grafici e tabelle

Un testo interpretativo di commento al sondaggio d’opinione

Trascrizioni e brani registrati delle "storie di vita"

Testi riportati, elaborati e/o commentati dagli alunni di varia tipologia : informativi - argomentativi - narrativi - teatrali - poetici

Il testo di una favola ideata, ridotta in copione e drammatizzata da una prima classe

Una bibliografia dei testi utilizzati e un repertorio ragionato di titoli per approfondimenti su vari aspetti della tematica

Brani musicali

Ogni elemento è stato elaborato in sede autonoma, all’interno del progetto formativo, con le modalità cui si è fatto cenno. Dal momento che gli elaborati prodotti erano indubbiamente in numero superiore a quelli che potevano costituire il materiale dell’ipertesto, questa fase è stata seguita da quella di progettazione dell’ipertesto vero e proprio, progetto elaborato in particolare dagli alunni di una classe e dall’insegnante cui faceva capo l’attività di Ed. alle Pari Opportunità.

In questo lavoro di authoring gli alunni direttamente coinvolti hanno dovuto prima di tutto operare delle scelte sul materiale proposto dalle varie classi in funzione dell’efficacia del loro messaggio, hanno dovuto in molti casi sintetizzare o rielaborare le informazioni in vista della creazione dei "nodi" ipertestuali, necessariamente costituiti da concetti in sé conclusi, dotati di una propria autonomia e quindi frutto di una segmentazione o modularizzazione dei contenuti.

In questa fase il bisogno fondamentale, cioè quello della comunicazione, ha quindi stimolato l’acquisizione e/o l’applicazione dei diversi linguaggi , ha permesso quindi la traducibilità delle conoscenze in operazioni funzionali o meglio in risorse per il saper fare secondo quel già citato principio che potremmo sintetizzare come necessità di apprendere e/o di applicare in situazioni concrete.

Questo è valso innanzi tutto per l’acquisizione delle tecniche di uso del computer che (anche nelle varie classi) sono avvenute attraverso la manipolazione stessa degli strumenti multimediali (es. uso della videoscrittura, dello scanner per l’acquisizione delle immagini ecc.).

Inoltre, nella ideazione del lavoro, si è dovuto necessariamente prevedere un percorso "per associazioni" tra le informazioni seguendo una logica di tipo reticolare, base di partenza per la creazione dei link previsti.

In questa situazione il ruolo del docente è stato indubbiamente quello di guida/animatore, mentre l’alunno si è collocato al centro del processo di insegnamento/apprendimento.

Nella fase di elaborazione dell’ipertesto gli alunni hanno potuto infatti riversare le loro competenze multimediali nel lavoro che stavano svolgendo in quanto molti di loro avevano familiarità non solo con il computer, ma erano esperti fruitori di ipertesti e quindi allenati a procedere secondo il tipo di logica richiesta e hanno anche potuto confrontarsi e integrare le loro competenze con quelle degli altri.

I docenti, partendo dalle loro competenze, tenendo conto degli obiettivi (cioè il tipo di prodotto da realizzare), hanno quindi guidato il percorso assistendo ove opportuno l’operato dei ragazzi e soprattutto stimolando la loro riflessione sui processi e sulle scelte. E’ chiaro quindi che si è operato in una situazione laboratoriale.

 

LA MOTIVAZIONE

 

Da quanto detto in precedenza appare chiaro che i presupposti del lavoro sono da ritrovarsi non solo in una tematica stimolata a livello ministeriale e più o meno alla moda, ma, nelle scelte educative della scuola e nella stretta relazione che essa ha voluto istituire con il territorio che costituisce il suo bacino di utenza.

Non più vista come struttura chiusa in sé e autoreplicante, la nostra scuola si è aperta all’esterno, e ha tentato di divenire il luogo privilegiato per la realizzazione della auspicata quanto difficilmente praticata continuità orizzontale.

Fulcro di questo rapporto tra scuola ed extrascuola si è voluto porre l’alunno, in quanto soggetto in cui convivono le due realtà e quindi in grado di costituire un tramite tra le esigenze e le problematiche del nostro territorio, di cui egli è portatore, e le proposte educative dell’istituto.

La nostra scuola quindi ha aperto le sue aule, a tutti coloro che sono portatori di saperi, esperienze, competenze che si sono integrate e confrontate con quelle dei nostri docenti e dei nostri alunni, con ciò rifuggendo ovviamente dall’idea che l’edificio scolastico sia il solo luogo deputato all’acquisizione del sapere.

Si è cercato di istituire, in tal modo, una circolazione di soggetti e "oggetti" che vivificasse e arricchisse, anche se, nel contempo, è certamente risultata più complessa la situazione in cui si è trovato ad operare l’insegnante.

Tale scelta, in ambito di P.E.I, si è tradotta nella proposta di una serie di attività formative che, articolate in tre anni e realizzate all'interno di tutte le classi, puntano sull'acquisizione di comportamenti corretti in relazione ad alcune aree che si possono sinteticamente riferire ai bisogni individuali e sociali legati allo sviluppo armonico della persona fisica e psichica delle ragazze e dei ragazzi e al ruolo che, come cittadine e cittadini essi devono avere nella società cui appartengono.

Tali attività, che si propongono quindi di educare e non solo informare, costituiscono quindi uno dei più validi strumenti per la realizzazione del fondamentale raccordo tra la scuola di base e il contesto sociale, geografico, economico in cui l'alunno e il sistema scolastico sono inseriti.

Date infatti le particolari tematiche affrontate e le modalità con cui ci si propone di affrontarle, queste attività cercano di caratterizzarsi come dei percorsi di ricerca - scoperta dell'ambiente naturale ed umano e, per loro stessa natura, capaci di contrapporsi all'immagine di una scuola chiusa in se stessa e quindi in grado solo di riciclare un bagaglio di conoscenze-competenze libresche, scollate dal vissuto degli alunni.

Nella scelta delle attività proposte si è data quindi la priorità a quelle che sono relative a problematiche ritenute di grande rilievo e di ampia valenza formativa.

Un po' schematicamente esse si possono suddividere in:

attività che soddisfano il bisogno del benessere individuale (es. progetto di educazione alla salute);

attività che puntano all'acquisizione di comportamenti corretti verso gli altri nel vissuto quotidiano, cioè nei rapporti inter personali anche a carattere privato (cfr. progetto di educazione alle pari opportunità e progetto di educazione sessuale)

attività che si riferiscono ai "nodi" problematici presenti nella società attuale e, in particolare, nel territorio ( ed. ambientale, ed. stradale, ed. civile contro la mafia, ed. all’immagine, ed. ai beni culturali, ed. alla solidarietà, ed. alla sicurezza).

In particolare, nello specifico contesto della società meridionale, il problema delle Pari opportunità inteso come necessità di Educare ad essere donne e uomini in un territorio in cui sono ancora forti persistenze, resistenze e stereotipi è stata visto come un’occasione per fornire agli alunni alcuni strumenti interpretativi della realtà in cui essi vivono.

La nostra scuola si è infatti proposta di affrontare la tematica con un taglio particolare, che la inserisce contemporaneamente nella II e nella III della suddivisione che avete appena letto, per evitare che si trasmettano meccanicamente e in maniera esteriore dei contro stereotipi. Il progetto ha mirato infatti a far acquisire all'alunno coscienza della propria identità ed individualità. Ciò al fine di sviluppare un atteggiamento improntato ai principi di parità e di corresponsabilità e alla ricerca di un equilibrio tra i compiti familiari e quelli professionali.

 

LE RELAZIONI TRA IL PRODOTTO E IL PROGETTO D’ISTITUTO: GLI OBIETTIVI

Se la scelta della tematica è stata quindi ampiamente motivata da quanto detto sugli obiettivi formativi d’istituto, le modalità di realizzazione soddisfano pienamente quelli che sono i presupposti culturali che la scuola si era posta:

dalla monomedialita’ alla multimedialita’

La produzione dell’ipertesto si inserisce a pieno titolo, per le caratteristiche del lavoro appena illustrate, nell’ambito dell’uso dei nuovi linguaggi come previsto dal PEI:

"Fornire gli strumenti interpretativi della realtà circostante facendo particolare attenzione al superamento dell'impianto della scuola tradizionale incentrata sulla comunicazione scritta e sull'esclusività dell'alfabetismo e tenendo quindi presenti i mutamenti più rilevanti del nostro secolo che ha attuato una profonda modifica non solo dei contenuti del sapere ma anche delle forme di rappresentazione e comunicazione delle conoscenze.

In tale ottica non si intende limitare l'uso del computer e degli audiovisivi al ruolo di semplici supporti della pratica didattica, ma si porrà attenzione sia alla decodificazione che alla produzione di messaggi espressi nei vari linguaggi (verbali, non verbali, misti) per far si che l'alunno trovi nella scuola la possibilità di sistematizzare la sua "cultura multimediale" occasionale e irriflessa.

Con particolare riguardo sarà curata l'essenzialità e la pregnanza del linguaggio utilizzato nella comunicazione in modo che questa risulti efficace e precisa. "FORMULARE LE IDEE SEMPLICEMENTE E CON PRECISIONE" (Consiglio d'Europa) è infatti un obiettivo di fondamentale importanza se ci si vuole contrapporre ad una cultura della prolissità e dell'amplificazione retorica di cui spesso la scuola italiana, in particolare, è stata portatrice."

DALLA NOZIONE ALLA FORMAZIONE

L’aver operato in termini di laboratorio, ponendo ad esempio particolare attenzione alle diverse fasi

della procedura, coinvolgendo l’alunno in prima persona nelle scelte e nell’organizzazione del materiale risponde in modo chiaro all’obiettivo di

" Fornire gli strumenti che permettano di padroneggiare le conoscenze acquisite"

infatti

" Il solo modo quindi per orientarsi all'interno di questo universo è "CAPIRE CIO'CHE E'ESSENZIALE E RIASSUMERLO", imparare a "PENSARE IN MODO LOGICO E CRITICO" "ORGANIZZARSI", "RACCOGLIERE INFORMAZIONI DOPO AVERLE SCELTE", (Consiglio d'Europa), cioè, in altre parole possedere gli strumenti logico-operativi che permettano l'organizzazione del sapere.

Se l'insegnare ad apprendere è quindi il vero compito della scuola in generale, e di quella di base in particolare, tale obiettivo verrà perseguito attraverso lo sviluppo di quelli che possono rientrare nella definizione di apprendimenti intermedi e superiori convergenti mediante i quali l'alunno impara a mettere in relazione e, quindi, a sistematizzare, ad applicare in situazioni simili o nuove quanto ha acquisito, a sviluppare le capacità critiche e, nel contempo, ad organizzare tempo, materiali ed informazioni in funzione della strutturazione di un metodo di studio e di lavoro efficace e autonomo".

DALLA OMOLOGAZIONE ALLA CREATIVITA’

Contro il concetto di prodotto preconfezionato, strumento principe della trasmissione/riproduzione del sapere, l’esperienza illustrata pone l’accento sui problemi, sulle scoperte modalità tipiche del lavoro per progetti, strutture flessibili, adattabili alla situazione, che lasciano spazio alla intuizione e all’invenzione, in poche parole alla creatività.

" Fornire stimoli per l'adattamento ad una realtà in movimento attraverso il potenziamento delle capacità che permettono la strutturazione di schemi mentali flessibili. E' questo un assunto di fondamentale importanza che, non casualmente, viene ribadito più volte nelle direttive del Consiglio d'Europa dove si parla di "RISOLVERE I PROBLEMI", "ADATTARSI A NUOVE SITUAZIONI" e di possedere "IMMAGINAZIONE E CREATIVITA'".

Se è vero infatti che è necessario assimilare conoscenze e saperle applicare in maniera rigorosa, la capacità di adattamento ad una realtà in continua evoluzione si sviluppa solo se si coltiva nel ragazzo una cultura della creatività e, quindi, lo si abitua a liberarsi dagli schemi convenzionali per far fronte a situazioni nuove e per risolvere in modo originale i problemi che si presentano. In questa prospettiva l'immaginazione e la creatività che, potenzialmente tutti i ragazzi possiedono, sebbene in misura diversa e che la scuola può, come detto, contribuire a sviluppare, sono ritenuti requisiti necessari non solo per una crescita armoniosa della personalità, ma si costituiscono come risorsa per l'individuo del domani, anche per quanto riguarda le

prospettive del mondo del lavoro".(PEI)

DALLA COMPETIZIONE ALLA COOPERAZIONE

L’importanza del lavoro per gruppi è già stata sottolineata in precedenza ed è uno dei cardini su cui si impernia il lavoro sull’ipertesto dal momento che il confronto – arricchimento di competenze è, in questo caso, un presupposto fondamentale per la realizzazione del prodotto.

" Fare acquisire un comportamento che favorisca lo scambio culturale attraverso il potenziamento del lavoro per gruppi (cfr. obiettivi "SAPER TRATTARE CON LE PERSONE", "ASCOLTARE GLI ALTRI", e "LAVORARE IN EQUIPE" del Consiglio d'Europa) (PEI).

 

RELAZIONI TRA IL PRODOTTO E IL PROGETTO D’ISTITUTO: CRITERI DI VALUTAZIONE

Se da un lato il prodotto stesso (l’ipertesto) permette di verificare la serie di apprendimenti attivati dal percorso svolto, non è mancata anche, in sede d’istituto, una valutazione più articolata dell’intero progetto formativo.

La nostra scuola, ritenendo che una valutazione disciplinare e traversale seria, trasparente e quindi condivisa debba basarsi su criteri oggettivi, ha sottoposto infatti tutti gli alunni ad un questionario strutturato, quindi oggettivo, che verificasse l’acquisizione di alcune informazioni e di alcuni comportamenti ritenuti di fondamentale importanza non solo per la conoscenza del problema, ma anche per la creazione di valori alternativi e positivi, necessario punto di partenza per un progetto mirato alla interiorizzazione del concetto di parità.

In base alle risposte corrette, è stato rilevato il punteggio grezzo, esso è stato successivamente sottoposto a semplici elaborazioni statistiche così da ricavare informazioni sull'andamento complessivo dell'apprendimento e sull'omogeneità o disomogeneità delle prestazioni dei singoli allievi.

Per misurare la tendenza centrale dell'insieme delle prestazioni del gruppo sono state calcolate :

La media aritmetica dei punteggi

La mediana (sia per classe singola sia per classi parallele)

La moda ( " " " " " " " " )

Le variazioni delle prestazioni sono state calcolate attraverso l'utilizzo di due misure di dispersione :

g ( calcolo sia per singola classe sia per classi parallele )

deviazione standard ( calcolo sia per classe singola sia per classi parallele ) .

Infine è stata calcolata la percentuale del punteggio medio sul punteggio totale, fissando al 60% la soglia minima di accettabilità oltre la quale gli obiettivi possono essere considerati raggiunti .

Resta in ultimo da sottolineare che, con l’introduzione di un programma (Faciltest) che permette l’editazione e la somministrazione, mediante il computer, di test oggettivi (con domande a scelta multipla e a completamento) e che, contemporaneamente, elabora automaticamente i risultati, si potrà anche procedere ad un’analisi comparativa dei risultati precedenti con quelli di recente acquisizione.

Per concludere ci sembra importante mettere in evidenza che il supporto informatico non è quindi da ritenersi un corpo estraneo all’interno della scuola se questa sa attrezzarsi opportunamente e, soprattutto, non rinuncia in alcun modo al suo ruolo istituzionale.

 

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Questionario sulla condizione femminile

 

 

Dati statistici

 

1.Età: 15 – 30 31- 45 46 – 60 oltre 60

2.Luogo di nascita: Nicolosi Catania provincia CT altre province siciliane altre regioni italiane

3.Residenza Nicolosi: dalla nascita oltre 30 anni 30/15 anni 15/10 anni meno di 10 anni

4.Stato civile: nubile coniugata separata/divorziata vedova

5.Titolo di studio: analfabeta frequenza sc.elementare licenza elementare frequenza sc.media licenza media frequenza sc.superiore diploma sc.superiore frequenza università laurea

Lavoro

6. Lavora fuori casa? no

7.Se sì: lavora per realizzarsi lavora perché obbligata dalle circostanze altro

8. Se no: ha lavorato in precedenza non ha mai lavorato, ma lo desidera non ha mai lavorato e non lo desidera

9. Ritiene che per una donna lavorare fuori casa sia:

importante poco importante non importante

10. Secondo lei una donna lavora fuori casa soprattutto perché: (una risposta)

vuole avere un’indipendenza economica si vuole realizzare come persona

vuole contribuire alle spese della famiglia altro (specificare)……………………….

11. Considera giusto che una donna possa svolgere lavori che la impegnano fuori casa per quasi tutta la giornata? in parte no, perché sottrae tempo alla famiglia no, perché non ha tempo

per curarsi di sé no, perché (specificare)…………………………………………….

12.Quale, tra i seguenti lavori, non considera adatto ad una donna? (una risposta)

camionista tassista impiegata pilota ingegnere giudice agente di polizia architetto nessuno

13. Perché? le donne hanno meno forza degli uomini perché è un lavoro che richiede un’in- telligenza di tipo maschile è un lavoro troppo pericoloso per una donna è un lavoro in cui ci sono troppe responsabilità altro (specificare)……………………….

14.Quale delle seguenti cariche non considera adatta ad una donna?

preside primario ospedaliero direttore di banca dirigente d’azienda nessuna

Autonomia e realizzazione personale

 

15. Secondo lei , è giusto che in famiglia si facciano delle differenze tra maschio e femmina per quanto riguarda i permessi di uscire da sola?

no

 

16. Secondo lei , è giusto che in famiglia si facciano delle differenze tra maschio e femmina per quanto

riguarda gli orari di rientro?

no

 

 

17. Secondo lei , è giusto che in famiglia si facciano delle differenze tra maschio e femmina per quanto

riguarda le compagnie o i luoghi frequentati?

no

18.Se , perché: le ragazze non possono avere la stessa libertà dei maschi, le ragazze non sanno difendersi da sole le ragazze sono più in pericolo altro (specificare)…………………….

 

19. Considera poco adatto ad una donna:

guidare qualsiasi veicolo no

fumare in pubblico no

andare al cinema da sola no

viaggiare da sola no

scegliere di vivere da sola no

avere un’istruzione elevata no

frequentare una discoteca no

praticare uno sport no

andare allo stadio no

uscire con amici no

scegliere di non avere figli no

frequentare le sale gioco no

Ruoli maschili e femminili

 

20. I figli maschi, in famiglia, dovrebbero: (anche più risposte)

rifarsi il letto lavare i piatti lavare la biancheria spolverare e pulire la casa

apparecchiare la tavola fare la spesa stendere la biancheria non occuparsi della casa

21. Le figlie femmine, in famiglia, dovrebbero: (anche più risposte)

rifarsi il letto lavare i piatti lavare la biancheria spolverare e pulire la casa

apparecchiare la tavola fare la spesa stendere la biancheria non occuparsi della casa

22. I mariti dovrebbero: (anche più risposte)

rifarsi il letto lavare i piatti lavare la biancheria spolverare e pulire la casa

apparecchiare la tavola fare la spesa stendere la biancheria non occuparsi della casa

23. Un uomo sposato può uscire la sera da solo o con gli amici?

no

24. Una donna sposata può uscire la sera da sola o con gli amici?

no

25. Se i figli chiedono di uscire, chi deve decidere se dare il permesso o no?

il padre lamadreentrambi

26. Nella scelta del tipo d’auto da acquistare è giusto che

decida soprattutto il marito decida soprattutto la moglie decidano entrambi

27. Nella scelta del tipo di lavatrice da acquistare è giusto che

decida soprattutto il marito decida soprattutto la moglie decidano entrambi                  

 

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