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IL PRODOTTO LA CO-OPERAZIONE EDUCATIVA LA DIMENSIONE MULTIMEDIALE
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Realizzato nellambito del progetto di "Educazione alle pari opportunità", l'ipertesto Lo specchio della Luna, al di là del valore del prodotto in quanto tale, ci sembra significativo come testimonianza di un percorso didattico in cui la nostra scuola si è confrontata nella interezza delle sue componenti con le nuove tecnologie e ha cercato di vederle, evitando facili concessioni alle mode correnti, come uno strumento potente e creativo per il raggiungimento degli obiettivi culturali e formativi che in precedenza erano stati elaborati. Il lavoro affonda le sue radici nello stesso Progetto Educativo dIstituto e nelle scelte che esso indica e che costituiscono i nodi problematici della nostra scuola che avverte in maniera forte lesigenza di un rinnovamento meditato e consapevole.
Lipertesto, dallimpianto piuttosto complesso, trova innanzi tutto una sua ragione dessere nel taglio particolare dato alla tematica in quanto rivela chiaramente il tentativo di evitare una sterile riproposizione di testi sullargomento "donna", ma è volutamente calato nella dimensione del quotidiano e del vissuto degli alunni senza che questo però abbia voluto significare mancanza di approfondimento storico antropologico necessario per capire almeno le coordinate essenziali del problema. Tanto più perché, a nostro parere, il ruolo della donna nel nostro secolo, i mutamenti di questo ruolo e i cambiamenti indotti nella storia del XX° secolo dallentrata in scena della donna come soggetto attivo sono temi che necessariamente andavano portati a livello dei nostri alunni, non nel senso di banalizzarne i contenuti, ma nel senso di concretizzarne la conoscenza. Operando con una fascia detà che va dai dieci ai quindici anni dobbiamo infatti sempre aver presente che la capacità di astrazione di questi ragazzi e di queste ragazze è ancora in formazione e che le attività veicolano conoscenza solo a condizione di formare abilità e competenze concrete e il processo didattico attivato per arrivare a questo prodotto ne è un esempio. Nel lavoro infatti trovano spazio testimonianze di svariate attività, svolte nelle classi della scuola, che hanno consistito in indagini, riflessioni, documentazioni, interviste e hanno prodotto testi ed elaborati di varia tipologia e complessità. Coordinate da un disegno comune tali attività hanno contribuito a dare una visione organica e spesso "concreta" allanalisi del fenomeno e hanno attivato diversi canali e diversi linguaggi in vista del raggiungimento di obiettivi non solo complessi ma tipologicamente diversificati.
Da un sommario sguardo dinsieme ai vari "capitoli" dellipertesto si può immediatamente dedurre che tutti i lavori attivati sono stati improntati alla cooperazione e quindi allo scambio di competenze tra gli insegnanti stessi, tra alunni e insegnanti e tra gli stessi alunni, segno evidente del rilievo che è stato dato al lavoro di gruppo visto come il luogo che, modificando radicalmente il comportamento sia degli insegnanti che degli studenti, costituisce il contesto ideale per confrontare le proprie conoscenze/competenze con quelle altrui e per stimolare quindi l'abitudine ad ascoltare gli altri e a lavorare con gli altri. Questo ci è sembrato tanto più importante sia perché, per la ridotta presenza di momenti di vita collettiva, nelle situazioni di apprendimento extrascolastico, il ragazzo è spesso isolato, sia perché si intende in tal modo sottolineare che il salto qualitativo tra una scuola di impianto tradizionale e una moderna sta anche nel superamento della visione individualistica (e quindi antagonistica) del lavoro scolastico svolto dagli alunni. Senza quindi voler necessariamente fare riferimento alla società attuale come società "mondiale" in cui è necessario che si instauri e si mantenga un dialogo tra individui portatori di valori e comportamenti diversi, si può indubbiamente affermare che anche nella società "ristretta" della scuola e della classe è di fondamentale importanza approdare al concetto di cooperazione/collaborazione (cfr. "educazione al vivere insieme, all'operare in spirito di solidarietà con gli altri nella costruzione del bene comune" Nuovi Programmi). I momenti di confronto e di dialogo sono stati infatti molteplici e hanno visto innanzi tutto gli alunni protagonisti di un sondaggio dopinione, mediante un questionario, sui comportamenti e sui mutamenti di valori sottesi alla questione femminile che si è svolto in tutte le classi della scuola, con lo scopo di osservare i mutamenti di alcuni stereotipi nella realtà locale. Tutti i risultati relativi a 212 schede somministrate per classi di età alle donne di Nicolosi da tutti gli alunni delle singole classi sono stati poi rielaborati e tabulati in una classe, dove i ragazzi, lavorando in gruppi, hanno esaminato i dati suddividendoli per variabili (età, luogo di nascita, istruzione, stato civile, attività lavorativa), traendo quelle che potevano essere le considerazioni più immediate. Da questa prima analisi del problema sono scaturiti diversi momenti di riflessione/confronto, nelle singole classi e per classi parallele in cui insegnanti e alunni hanno cercato di delineare e di circoscrivere la tematica ricorrendo anche ad un ampio materiale informativo che, sempre in gruppo, è stato rielaborato, sintetizzato, commentato, etc.. Date alcune caratteristiche "private" dellargomento, si è pensato di ampliare lindagine attraverso delle interviste che raccogliessero delle "storie di vita" di alcune donne del luogo, utilizzando gli strumenti propri del tipo di indagine. E stata quindi predisposta una traccia dintervista aperta con cui, gli alunni delle terze classi, con registratore, si sono apprestati ad intervistare alcune donne o perché già rispondendo al questionario avevano mostrato di avere qualcosa da dire o perché si sapeva che la loro esperienza, per letà, per lesemplarietà o per altro, poteva essere interessante. Le registrazioni sono state poi sbobinate da altri alunni, che le hanno trascritte, per farle diventare parte integrante, in testo e in audio, dellipertesto. Oltre che dalla specificità dellargomento la scelta di questa fonte orale ha avuto un altro obiettivo non secondario rispetto al primo. Si è voluto infatti verificare sul campo lacquisizione da parte degli alunni di alcune abilità previste, oltre che dai programmi, dal nostro "laboratorio" di Storia. Tutto lipertesto infatti, nel tentativo di coniugare le tematiche sulla condizione femminile e la storia del 900 è stato per la nostra scuola il campo di prova di un "fare storia" che, al di là dei manuali e dei testi, deve abituare i ragazzi a leggere e utilizzare le fonti, a costruirsi uno spirito critico, a essere, come prevedono le linee programmatiche della disciplina, "cittadini del mondo", capaci di orientarsi e scegliere consapevolmente. La condivisione, a livello di istituto, degli obiettivi e delle procedure ha costituito la trama dei lavori di documentazione, di riflessione su esperienze personali ed anche dibattiti, attività che sono state alla base di ulteriori rielaborazioni e del momento fondamentale della produzione non solo degli elaborati in generale, ma del testo multimediale in particolare.
Tutta questa vasta produzione è confluita in un testo multimediale per una serie di ragioni riconducibili sia alle caratteristiche di questo tipo di testo sia alle sue finalità didattiche. Infatti se da un lato la presenza contemporanea dei diversi linguaggi in un unico supporto informativo è risultata stimolante ai fini della trasversalità tra le discipline, dallaltro la stessa situazione di authoring ha permesso di orientare il percorso didattico verso loperatività, ha consentito agli alunni di fare particolare attenzione allefficacia comunicativa del loro messaggio, ha dato spunti di riflessione sulla logica reticolare, di tipo associativo, che in esso è sottesa. Per la realizzazione dellipertesto gli alunni si sono serviti dei programmi Microsoft Word, per il trattamento dei testi, Microsoft Excel per il caricamento, lelaborazione e la visualizzazione grafica dei dati del questionario, Microsoft PowerPoint per la produzione di diapositive di sintesi, hanno utilizzato lo scanner per inserire delle foto e disegni di loro produzione. Solo in un secondo momento i testi sono stati tradotti in linguaggio HTML e si è lavorato alla stesura finale con Microsoft FrontPage. A cavallo di queste due fasi alcuni ragazzi hanno avuto modo di sperimentare a scuola la navigazione in Internet alla ricerca di siti utili sullargomento. Gli esiti di questa fase, oltre che utili in sé sono stati anche positivi perché hanno consentito di arricchire il lavoro con il collegamento a centinaia di URL "in rosa". Nellipertesto "Lo specchio della Luna" sono così confluiti:
Ogni elemento è stato elaborato in sede autonoma, allinterno del progetto formativo, con le modalità cui si è fatto cenno. Dal momento che gli elaborati prodotti erano indubbiamente in numero superiore a quelli che potevano costituire il materiale dellipertesto, questa fase è stata seguita da quella di progettazione dellipertesto vero e proprio, progetto elaborato in particolare dagli alunni di una classe e dallinsegnante cui faceva capo lattività di Ed. alle Pari Opportunità. In questo lavoro di authoring gli alunni direttamente coinvolti hanno dovuto prima di tutto operare delle scelte sul materiale proposto dalle varie classi in funzione dellefficacia del loro messaggio, hanno dovuto in molti casi sintetizzare o rielaborare le informazioni in vista della creazione dei "nodi" ipertestuali, necessariamente costituiti da concetti in sé conclusi, dotati di una propria autonomia e quindi frutto di una segmentazione o modularizzazione dei contenuti. In questa fase il bisogno fondamentale, cioè quello della comunicazione, ha quindi stimolato lacquisizione e/o lapplicazione dei diversi linguaggi , ha permesso quindi la traducibilità delle conoscenze in operazioni funzionali o meglio in risorse per il saper fare secondo quel già citato principio che potremmo sintetizzare come necessità di apprendere e/o di applicare in situazioni concrete. Questo è valso innanzi tutto per lacquisizione delle tecniche di uso del computer che (anche nelle varie classi) sono avvenute attraverso la manipolazione stessa degli strumenti multimediali (es. uso della videoscrittura, dello scanner per lacquisizione delle immagini ecc.). Inoltre, nella ideazione del lavoro, si è dovuto necessariamente prevedere un percorso "per associazioni" tra le informazioni seguendo una logica di tipo reticolare, base di partenza per la creazione dei link previsti. In questa situazione il ruolo del docente è stato indubbiamente quello di guida/animatore, mentre lalunno si è collocato al centro del processo di insegnamento/apprendimento. Nella fase di elaborazione dellipertesto gli alunni hanno potuto infatti riversare le loro competenze multimediali nel lavoro che stavano svolgendo in quanto molti di loro avevano familiarità non solo con il computer, ma erano esperti fruitori di ipertesti e quindi allenati a procedere secondo il tipo di logica richiesta e hanno anche potuto confrontarsi e integrare le loro competenze con quelle degli altri. I docenti, partendo dalle loro competenze, tenendo conto degli obiettivi (cioè il tipo di prodotto da realizzare), hanno quindi guidato il percorso assistendo ove opportuno loperato dei ragazzi e soprattutto stimolando la loro riflessione sui processi e sulle scelte. E chiaro quindi che si è operato in una situazione laboratoriale.
Da quanto detto in precedenza appare chiaro che i presupposti del lavoro sono da ritrovarsi non solo in una tematica stimolata a livello ministeriale e più o meno alla moda, ma, nelle scelte educative della scuola e nella stretta relazione che essa ha voluto istituire con il territorio che costituisce il suo bacino di utenza. Non più vista come struttura chiusa in sé e autoreplicante, la nostra scuola si è aperta allesterno, e ha tentato di divenire il luogo privilegiato per la realizzazione della auspicata quanto difficilmente praticata continuità orizzontale. Fulcro di questo rapporto tra scuola ed extrascuola si è voluto porre lalunno, in quanto soggetto in cui convivono le due realtà e quindi in grado di costituire un tramite tra le esigenze e le problematiche del nostro territorio, di cui egli è portatore, e le proposte educative dellistituto. La nostra scuola quindi ha aperto le sue aule, a tutti coloro che sono portatori di saperi, esperienze, competenze che si sono integrate e confrontate con quelle dei nostri docenti e dei nostri alunni, con ciò rifuggendo ovviamente dallidea che ledificio scolastico sia il solo luogo deputato allacquisizione del sapere. Si è cercato di istituire, in tal modo, una circolazione di soggetti e "oggetti" che vivificasse e arricchisse, anche se, nel contempo, è certamente risultata più complessa la situazione in cui si è trovato ad operare linsegnante. Tale scelta, in ambito di P.E.I, si è tradotta nella proposta di una serie di attività formative che, articolate in tre anni e realizzate all'interno di tutte le classi, puntano sull'acquisizione di comportamenti corretti in relazione ad alcune aree che si possono sinteticamente riferire ai bisogni individuali e sociali legati allo sviluppo armonico della persona fisica e psichica delle ragazze e dei ragazzi e al ruolo che, come cittadine e cittadini essi devono avere nella società cui appartengono. Tali attività, che si propongono quindi di educare e non solo informare, costituiscono quindi uno dei più validi strumenti per la realizzazione del fondamentale raccordo tra la scuola di base e il contesto sociale, geografico, economico in cui l'alunno e il sistema scolastico sono inseriti. Date infatti le particolari tematiche affrontate e le modalità con cui ci si propone di affrontarle, queste attività cercano di caratterizzarsi come dei percorsi di ricerca - scoperta dell'ambiente naturale ed umano e, per loro stessa natura, capaci di contrapporsi all'immagine di una scuola chiusa in se stessa e quindi in grado solo di riciclare un bagaglio di conoscenze-competenze libresche, scollate dal vissuto degli alunni. Nella scelta delle attività proposte si è data quindi la priorità a quelle che sono relative a problematiche ritenute di grande rilievo e di ampia valenza formativa. Un po' schematicamente esse si possono suddividere in:
In particolare, nello specifico contesto della società meridionale, il problema delle Pari opportunità inteso come necessità di Educare ad essere donne e uomini in un territorio in cui sono ancora forti persistenze, resistenze e stereotipi è stata visto come unoccasione per fornire agli alunni alcuni strumenti interpretativi della realtà in cui essi vivono. La nostra scuola si è infatti proposta di affrontare la tematica con un taglio particolare, che la inserisce contemporaneamente nella II e nella III della suddivisione che avete appena letto, per evitare che si trasmettano meccanicamente e in maniera esteriore dei contro stereotipi. Il progetto ha mirato infatti a far acquisire all'alunno coscienza della propria identità ed individualità. Ciò al fine di sviluppare un atteggiamento improntato ai principi di parità e di corresponsabilità e alla ricerca di un equilibrio tra i compiti familiari e quelli professionali.
LE RELAZIONI TRA IL PRODOTTO E IL PROGETTO DISTITUTO: GLI OBIETTIVI Se la scelta della tematica è stata quindi ampiamente motivata da quanto detto sugli obiettivi formativi distituto, le modalità di realizzazione soddisfano pienamente quelli che sono i presupposti culturali che la scuola si era posta:
La produzione dellipertesto si inserisce a pieno titolo, per le caratteristiche del lavoro appena illustrate, nellambito delluso dei nuovi linguaggi come previsto dal PEI:
DALLA NOZIONE ALLA FORMAZIONE Laver operato in termini di laboratorio, ponendo ad esempio particolare attenzione alle diverse fasi della procedura, coinvolgendo lalunno in prima persona nelle scelte e nellorganizzazione del materiale risponde in modo chiaro allobiettivo di
infatti Il solo modo quindi per orientarsi all'interno di questo universo è "CAPIRE CIO'CHE E'ESSENZIALE E RIASSUMERLO", imparare a "PENSARE IN MODO LOGICO E CRITICO" "ORGANIZZARSI", "RACCOGLIERE INFORMAZIONI DOPO AVERLE SCELTE", (Consiglio d'Europa), cioè, in altre parole possedere gli strumenti logico-operativi che permettano l'organizzazione del sapere.
Contro il concetto di prodotto preconfezionato, strumento principe della trasmissione/riproduzione del sapere, lesperienza illustrata pone laccento sui problemi, sulle scoperte modalità tipiche del lavoro per progetti, strutture flessibili, adattabili alla situazione, che lasciano spazio alla intuizione e allinvenzione, in poche parole alla creatività.
Limportanza del lavoro per gruppi è già stata sottolineata in precedenza ed è uno dei cardini su cui si impernia il lavoro sullipertesto dal momento che il confronto arricchimento di competenze è, in questo caso, un presupposto fondamentale per la realizzazione del prodotto. (PEI).
RELAZIONI TRA IL PRODOTTO E IL PROGETTO DISTITUTO: CRITERI DI VALUTAZIONE Se da un lato il prodotto stesso (lipertesto) permette di verificare la serie di apprendimenti attivati dal percorso svolto, non è mancata anche, in sede distituto, una valutazione più articolata dellintero progetto formativo. La nostra scuola, ritenendo che una valutazione disciplinare e traversale seria, trasparente e quindi condivisa debba basarsi su criteri oggettivi, ha sottoposto infatti tutti gli alunni ad un questionario strutturato, quindi oggettivo, che verificasse lacquisizione di alcune informazioni e di alcuni comportamenti ritenuti di fondamentale importanza non solo per la conoscenza del problema, ma anche per la creazione di valori alternativi e positivi, necessario punto di partenza per un progetto mirato alla interiorizzazione del concetto di parità. In base alle risposte corrette, è stato rilevato il punteggio grezzo, esso è stato successivamente sottoposto a semplici elaborazioni statistiche così da ricavare informazioni sull'andamento complessivo dell'apprendimento e sull'omogeneità o disomogeneità delle prestazioni dei singoli allievi. Per misurare la tendenza centrale dell'insieme delle prestazioni del gruppo sono state calcolate :
Le variazioni delle prestazioni sono state calcolate attraverso l'utilizzo di due misure di dispersione : ( calcolo sia per singola classe sia per classi parallele ) ( calcolo sia per classe singola sia per classi parallele ) . Infine è stata calcolata la percentuale del punteggio medio sul punteggio totale, fissando al 60% la soglia minima di accettabilità oltre la quale gli obiettivi possono essere considerati raggiunti . Resta in ultimo da sottolineare che, con lintroduzione di un programma (Faciltest) che permette leditazione e la somministrazione, mediante il computer, di test oggettivi (con domande a scelta multipla e a completamento) e che, contemporaneamente, elabora automaticamente i risultati, si potrà anche procedere ad unanalisi comparativa dei risultati precedenti con quelli di recente acquisizione. Per concludere ci sembra importante mettere in evidenza che il supporto informatico non è quindi da ritenersi un corpo estraneo allinterno della scuola se questa sa attrezzarsi opportunamente e, soprattutto, non rinuncia in alcun modo al suo ruolo istituzionale.
Questionario sulla condizione femminile
Dati statistici
1.Età: 15 30 31- 45 46 60 oltre 60 2.Luogo di nascita: Nicolosi Catania provincia CT altre province siciliane altre regioni italiane 3.Residenza Nicolosi: dalla nascita oltre 30 anni 30/15 anni 15/10 anni meno di 10 anni 4.Stato civile: nubile coniugata separata/divorziata vedova
Lavoro 6. Lavora fuori casa? sì no 7.Se sì: lavora per realizzarsi lavora perché obbligata dalle circostanze altro
9. Ritiene che per una donna lavorare fuori casa sia: importante poco importante non importante10. Secondo lei una donna lavora fuori casa soprattutto perché: (una risposta) vuole avere unindipendenza economica si vuole realizzare come persona vuole contribuire alle spese della famiglia altro (specificare) . 11. Considera giusto che una donna possa svolgere lavori che la impegnano fuori casa per quasi tutta la giornata? sì in parte no, perché sottrae tempo alla famiglia no, perché non ha tempo
12.Quale, tra i seguenti lavori, non considera adatto ad una donna? (una risposta) camionista tassista impiegata pilota ingegnere giudice agente di polizia architetto nessuno le donne hanno meno forza degli uomini perché è un lavoro che richiede unin- telligenza di tipo maschile è un lavoro troppo pericoloso per una donna è un lavoro in cui ci sono troppe responsabilità altro (specificare) . 14.Quale delle seguenti cariche non considera adatta ad una donna? preside primario ospedaliero direttore di banca dirigente dazienda nessuna Autonomia e realizzazione personale
15. Secondo lei , è giusto che in famiglia si facciano delle differenze tra maschio e femmina per quanto riguarda i permessi di uscire da sola? sì no
16. Secondo lei , è giusto che in famiglia si facciano delle differenze tra maschio e femmina per quanto riguarda gli orari di rientro? sì no 17. Secondo lei , è giusto che in famiglia si facciano delle differenze tra maschio e femmina per quanto riguarda le compagnie o i luoghi frequentati? sì no 18.Se sì, perché: le ragazze non possono avere la stessa libertà dei maschi, le ragazze non sanno difendersi da sole le ragazze sono più in pericolo altro (specificare) .
19. Considera poco adatto ad una donna:
sì no andare al cinema da sola sì noviaggiare da sola sì no
sì no sì no sì no sì no sì no sì no sì no Ruoli maschili e femminili
20. I figli maschi, in famiglia, dovrebbero: (anche più risposte) rifarsi il letto lavare i piatti lavare la biancheria spolverare e pulire la casa apparecchiare la tavola fare la spesa stendere la biancheria non occuparsi della casa 21. Le figlie femmine, in famiglia, dovrebbero: (anche più risposte) rifarsi il letto lavare i piatti lavare la biancheria spolverare e pulire la casa apparecchiare la tavola fare la spesa stendere la biancheria non occuparsi della casa 22. I mariti dovrebbero: (anche più risposte) rifarsi il letto lavare i piatti lavare la biancheria spolverare e pulire la casa apparecchiare la tavola fare la spesa stendere la biancheria non occuparsi della casa 23. Un uomo sposato può uscire la sera da solo o con gli amici? sì no 24. Una donna sposata può uscire la sera da sola o con gli amici? sì no 25. Se i figli chiedono di uscire, chi deve decidere se dare il permesso o no? il padre lamadreentrambi 26. Nella scelta del tipo dauto da acquistare è giusto che decida soprattutto il marito decida soprattutto la moglie decidano entrambi 27. Nella scelta del tipo di lavatrice da acquistare è giusto che
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