OLTRE I CONDIZIONAMENTI, UNO SGUARDO SULLA REALTA' DELLA DONNA NELLA SOCIETA'
 

 

DAL SILENZIO DELLA CASA AI CLAMORI DEL MONDO: XX SECOLO, LE DONNE ENTRANO IN SCENA - REGISTE, PROTAGONISTE  NON PIU' SOLO COMPARSE

 

Una fabbrica di condizionamenti e stereotipi

 

BRANI ANTOLOGICI

FROSINI V. - L'UOMO, ANIMALE POLITICO

DE GOUGES O. - DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELLA DONNA E DELLA CITTADINA

ALERAMO S. - LA SORTE TOCCATA ALLA DONNA

SONTAG S. - FEMMINISMO E LOTTA DI CLASSE

MARAINI D. - DONNE MIE

RENDINA M. - DONNE NELLA RESISTENZA

MARCHIANI I. - LETTERE DI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA

LANZONE F. - LETTERE DI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA

ALESSI M. L. - LETTERE DI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA

GARELLI P. - LETTERE DI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA

VENTURI M. - LA RAGAZZA SE NE VA CON DIAVOLO

CASSOLA C. - I POVERI

BIANCHI BANDINELLI R. - SANDRINA A CAVALLO

BUTTITTA I. - LAMENTU D'UNA MATRI
BUTTITTA I. - UN SECULU DI STORIA

 

 

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Una fabbrica di condizionamenti e stereotipi:

la pubblicità per e con la donna

 

Non tutto è cambiato nella pubblicità sottile e persuasiva, dall’inizio del nostro secolo ad oggi: la donna era, ed ancor più è, soggetto-oggetto di messaggi per la promozione di un prodotto che deve essere immesso sul mercato, con sicuro successo. Dopo aver evidenziato la connotazione diversa di alcuni messaggi rispetto ad altri, tutti aventi comunque in comune la donna, abbiamo avvertito la necessità di operare, sulla base della differenza iniziale, una ripartizione.

Valutato il contenuto di ognuno, abbiamo tentato una distinzione fra pubblicità per , funzionale alla donna, che la riguarda come persona mirata al benessere fisico, alla conoscenza ed alla cura del proprio corpo, al sentirsi bene con se stessa e pubblicità con, nella quale la figura femminile, funzionale al messaggio pubblicitario, è solo uno strumento per il lancio di un prodotto che con la donna-persona ben poco ha a vedere.

In questo caso si usa sempre un’immagine che sprigiona sensualità e femminilità, grazia o malizia e questo tipo di donna " si fa guardare, si acquista" attraverso il prodotto che ella reclamizza, sia che si tratti di un’auto, un paio di scarpe e perfino un climatizzatore.

Lo spot televisivo si avvale di un codice misto e del movimento perciò è il massimo ma non è da meno la pubblicità su giornali, riviste e sui cartelloni pubblicitari che campeggiano ovunque.

Questi mezzi riescono infatti a veicolare più a lungo l’immagine, il prodotto emerge con più evidenza perché impresso, e quindi presente ai nostri occhi, per tutto il tempo che si vuole.

Inoltre, non dimentichiamolo, lo zapping non fa neanche una piega a questi mezzi pubblicitari!

Ma quando è nata la pubblicità e quando il mercato economico ha avuto chiaro che le donne avrebbero dovuto essere non solo i destinatari privilegiati del messaggio pubblicitario ma anche il veicolo più efficace?

Esaminando vari giornali e riviste degli inizi del secolo, abbiamo proprio voluto ricercare quanto fosse presente in essi la pubblicità al femminile e sotto quale forma. Ebbene, abbiamo trovato anche a quei tempi, i due aspetti che abbiamo definito pubblicità per e pubblicità con, seppur con qualche differenza e non sempre in positivo . Infatti se, da un lato, la pubblicità ha continuato prevalentemente a puntare sulla cura e bellezza del corpo femminile e a proporre strumenti per agevolare il lavoro domestico, dall'altro, da simbolo associato alla dolcezza di un liquore, alla briosità dei Grands vins de Champagne o alla fierezza del Fernet , oggi la donna ha finito per prestare l’immagine del suo corpo nudo a orologi, occhiali e pneumatici.

Noi comprendiamo che la pubblicità sia stata, sia, e forse sarà sempre, l’anima del commercio, ma riteniamo anche che purtroppo, sempre più spesso, stia divenendo complice del sempre minor rispetto che contraddistingue l’attuale convivenza sociale nella quale ancora si deve realmente attuare quella parità di diritti tanto faticosamente ottenuti , nel tempo, dalla donna.

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