IL MASCHIETTO DELLA MAMMA


Elena Gianini Belotti

Marco ha tredici mesi. Non cammina ancora da solo, sta in piedi con un minimo d'appoggio e si muove speditamente se gli si offre un dito. Sta seduto su un tappeto o appoggiato a un tavolino e manipola vari oggetti a lungo, portandoseli spesso alla bocca. Se scorge un oggetto lontano da lui, benché sappia spostarsi bene a quattro gambe, lo fissa a lungo con desiderio ma soltanto dopo una lunga contemplazione si decide a muoversi per conquistarselo. E’ più interessato alle persone che alle cose, spesso chiede di essere preso in braccio e lo fa in modo molto dolce piegando la testa da un lato, fissando la persona che vuole sedurre con uno sguardo gentile e implorante e rispondendo al sorriso con un sorriso di autentica seduzione. Ricerca moltissimo il contatto, le carezze, le tenerezze. Non piange spesso, ma quando gli succede vuole essere consolato a lungo. Ascolta le parole di consolazione e accetta le carezze di conforto con vero rapimento, con piccoli sospiri di felicità. Se è aggredito da un altro bambino non si difende, sbatte gli occhi allarmato, cerca soltanto di allontanare l'aggressore tendendo le braccia davanti a sé. Mangia molto e con appetito, gli piace qualsiasi cosa gli venga proposta, è molto autonomo nel mangiare i cibi solidi che si porta alla bocca direttamente con le mani. Va sempre stimolato a fare perchè è passivo, lento, contemplativo. Ama molto più guardare quello che fanno gli altri piuttosto che fare lui. Dorme molto e tranquillamente. La madre lo tratta come se fosse un bambolotto con cui giocare, senza molti riguardi per i suoi desideri, ma lui non protesta. Se per caso è coinvolto in una situazione allarmante, come ad esempio finire sotto un lettino e non riuscire a venir fuori, si arrende subito alla difficoltà e chiede aiuto. Se non si interviene a toglierlo dalla situazione non piange, non protesta, è soltanto ansioso ma sta ad aspettare. Una volta aiutato, manifesta la sua gratitudine cercando di farsi prendere in braccio e di lassù non scenderebbe più. La madre lo accusa di essere un dormiglione e cerca di stimolarlo in ogni modo perchè cammini, perchè giochi e soprattutto perchè si difenda quando è aggredito dagli altri bambini. Si lamenta perché lui non reagisce agli attacchi dei compagni: " Che maschio sei? " gli dice spesso e poi se lo stringe appassionatamente al petto dicendo. " Sei il maschietto della tua mamma". Lo veste da uomo, racconta minutamente e con orgoglio le prodezze che Marco ha compiuto. Fa programmi sul futuro del bambino, non vede l'ora che diventi grande, lo vede già come un appoggio. Per quanto sia un maschio dolce e remissivo, poco vitale, Marco viene spinto ad essere più aggressivo, più competitivo. Se fosse una bambina verrebbe lasciato in pace perchè il suo comportamento rientrerebbe negli schemi .
(Da Dalla parte delle bambine, Milano, Feltrinelli, 1973)