Mafiosi e gangster
Tanti autori hanno cercato di scrivere la Storia della mafia. Ma
tutta limpostazione del problema cambia, non appena ci si rende conto di che cosa si
deve veramente intendere per mafia. Siccome non esiste né unorganizzazione né una
lega segreta, è impossibile scrivere la storia di tale istituzione. Si può osservare
soltanto il comportamento, di volta in volta diverso, dei mafiosi nelle varie situazioni
storiche e il ruolo che hanno avuto nella storia siciliana. Perciò tutte le cosiddette
«storie della mafia» sono quasi esclusivamente Storie della Sicilia, del movimento dei
contadini, dei successi ed insuccessi dei vari partiti politici, ecc., corredate da
rapporti su alcuni processi clamorosi.
Sotto il profilo storico, il ruolo del mafioso nella società siciliana ha preso accenti
diversi in quattro periodi. Il primo periodo importante è quello delle origini del tipo
mafioso, che abbiamo discusso nel capitolo III. Dai tempi dellUnità dItalia
fino agli inizi del periodo fascista, la posizione del mafioso è una caratteristica
essenziale della struttura sociale siciliana e le funzioni da lui esercitate hanno un
significato di stabilità nel sistema subculturale siciliano.
Nei capitoli IV, V e VI abbiamo presentato sistematicamente i fenomeni di questo periodo,
che rappresenta lepoca « classica » del mafioso. Nel capitolo finale parleremo
dellattività mafiosa durante il periodo fascista.. Il fatto che, grazie al
rafforzamento del potere di Stato, i mafiosi siano stati completamente estro-messi,
costituisce unimportante prova per la tesi che concepisce il comportamento mafioso
come necessità di auto-soccorso.
Nel presente capitolo, invece, vogliamo caratterizzare brevemente un altro fenomeno:
quello dei < nuovi mafiosi>, della <giovanemafia>, della «mafia
gang-steristica ».
In un certo senso questo fenomeno è sempre esistito. Già gli autori del secolo XIX
scrivono di giovani mafiosi allinizio della carriera che sono radicali e apertamente
criminali rispetto agli anziani che hanno monopolizzato, legalizzato e legittimato la loro
posizione. Ma adesso il concetto di «nuova mafia » ha ancora un altro senso e designa le
organizzazioni (reali o presunte) di gangster italo americani e palermitani, che
esercitano attività illegali nel ramo del contrabbando dalcool, del gioco
dazzardo, della prostituzione, del controllo dei grandi mercati, delledilizia,
ecc. Non si tratta più di gente giovane che a un certo punto della carriera prenderà il
posto di Mazzarese o di Vizzini, ma di qualcosa di essenzialmente nuovo. Il nuovo tipo di
mafioso si è formato a ridosso dellemigrazione di milioni di meridionali negli
Stati Uniti, della formazione di una sub cultura specifica allinterno della società
americana, delladeguamento alle nuove circostanze sociali, economiche e tecniche,
infine della riemigrazione in Sicilia - in breve: nel processo di un vasto scambio
culturale.
Il siciliano emigrato in un paese, in cui lo spirito dei pionieri, il mito del self- made
man era ancora molto vivo, arrivò in un mondo in cui dipendeva dal singolo sfruttatore le
possibilità e fare fortuna, magari con mezzi non del tutto legali, interpretando le leggi
a modo suo o addirittura con la violenza.
Nella lotta con i residenti di lunga data e gli immigrati privilegiati (inglesi,
scandinavi, tedeschi), litaliano del Sud si trovò dapprima in posizione piuttosto
sfavorevole: proveniva da una società agricola, non capiva la lingua del luogo il suo
prestigio sociale era minimo, perché era cattolico e meridionale dai capelli neri. Ma nel
corso dei decenni, gli italo americani riuscirono a migliorare la posizione del gruppo
etnico. Nellascesa di tutto il gruppo ebbero una parte non indifferente due
caratteristici tipi di carriera che condussero singoli self made men al1e ricchezza e a1
potere politico: il delitto organizzato su base etnica e 1° carriera politica resa
an-chessa possibile dallappoggio di tutto il gruppo etnico. Entrambi sono già
noti a ir1andesi ed ebrei. Purtroppo non possiamo soffermarci sui dettagli
dellemigrazione ita1iana in America. Per il nostro tema però, acquistano importanza
alcune realtà: fra i milioni di emigranti si trovano molti giovani mafiosi, « picciotti
» che si erano dovuti sottrarre alla cattura da parte degli organi statali. La loro
carriera non finì con lemigrazione illegale, anzi negli Stati Uniti trovarono
circostanze straordinariamente favorevoli allattività mafiosa. I gruppi nazionali
immigrati in America, in particolare gli italiani, formarono una subcultura entro la
società americana i cui portatori erano ben consci delle proprie peculiarità culturali.
Accanto ai legami di parentela e di amicizia, 1° forza che accomunava gli emigranti era
la coscienza di appartenere al medesimo gruppo etnico. Il compae-sano dello stesso
villaggio dorigine, che spesso abitava nello stesso quartiere, diventava il compare.
Questa realtà, da un lato conferiva a1le associazioni mafiose una nuova solidarietà
etnica e da11a1tro circondava le loro imprese di unatmosfera di omertà
subculturale verso lo Stato Americano e i suoi organi di sicurezza. Alla fine del secolo
scorso vengono già menzionate imprese mafiose che dapprima hanno importanza soltanto
a11interno del gruppo italiano: commercianti italiani devono versare tributi per
unipotetica protezione; si scatenano aspre lotte per il monopolio di certi settori
economici. come il commercio di frutta, formaggio e vino italiani.
Le lotte fra le famiglie Matranga e Provenzano per la supremazia nel porto di New Orleans, in cui trovò la morte un tenente del1a polizia e vennero linciati dalla popolazione undici siciliani già assolti dallaccusa di omicidio, richiamarono per la prima volta linteresse del pubblico americano su queste circostanze. Il gangster italoamericano può essere designato mafioso dato che ha certi caratteri comuni con il mafioso di Sicilia. Non bisogna però ignorare le differenze; senza dubbio egli deve la sua qualifica non tanto a quei tratti comuni con il vecchio mafioso quanto alla sua matrice siciliana.Il gangster italo-americano proviene, ancora più esplicitamente del mafioso siciliano, dal ceto inferiore. I padri erano per la maggior parte contadini e dopo lemigrazione lavorarono da manovali
.A volte il nuovo mafioso comincia la carriera in Sicilia ed emigra da adulto, in generale illegalmente. Un esempio è Nicola Gentile, che ha descritto la sua vita in unautobiografia . Quando arrivò a New York, nel 1903, possedeva già buone relazioni che gli offrirono la possibilità di avere una parte nel lucroso commercio di tessuti.
Nella documentazione su Valenza si trova un caso analogo. Un certo Gaspare Amato di Prizzi era stato incaricato dai fratelli DAngelo, dietro ricompensa pagata in anticipo, di uccidere il Valenza. Invece, fuggì in America.
Egli aveva accettato lo incarico, a patto però che si versasse, come si versò in di lui mani, anticipatamente, la convenuta somma di 300 onze, pari a L. 3825. Se non che, venuto il momento di agire, erasi oltremodo soggezionato del Valenza, persona di ricco censo e temibilissimo per relazioni di mafia, cosicché, unite a detta somma altre 300 lire, di cui lo Amato disponeva, piuttosto che attentare alla vita del Valenza, si provvide di passaporto allestero, e se ne fuggì in America.Fatto ritorno in Italia, collo intendimento di spedire a New York un carico di carrube e di legumi col denaro che gli rimaneva, ed aprire di tal guisa un traffico di simili generi collAmerica, ove poscia avrebbe definitivamente emigrato...(2)
Qui si vede chiaramente lintreccio della vecchia e della nuova carriera.
Molti futuri gangster, però, arrivarono nel Nuovo Mondo da bambini ed iniziarono la carriera criminale nelle metropoli USA; per esempio Salvatore Lucania, alias Lucky Luciano, che, nato a Lercara Friddi, crebbe a Brooklyn, Stato di New York, e iniziò la carriera in attività di nuovo tipo, come scommesse alle corse di cavalli e contrabbando dalcool.
La carriera procedeva secondo il solito schema. Allinizio sta la violenza:
Un giorno Conti, del quale ero ospite, mi pregò di eliminare un tale, uomo pericoloso e senza scrupoli, che si era macchiato di tanti e gravi delitti (3)
Per chiunque voglia farsi rispettare dai giovini criminali, è assolutamente indispensabile non indietreggiare di fronte a nessuna violenza:
Tutti i capi sono feroci. Se non si è feroci non si di-venta capi (4).
Anche se si vengono a sapere i nomi dei colpevoli, si finisce spesso per assolverli per mancanza di prove. Il fortunato riesce poi a entrare in una cosca o, oggi, in una gang e ha la possibilità di associarsi ad altri gang-ster potenti con vaste relazioni. Anche il nuovo mafioso tenta di monopolizzare la posizione di potere in un certo raggio dinfluenza, eliminando tutti i concorrenti candi-dati al comando della gang, creandosi una guardia fedele di killer e intrecciando relazioni di partito. Parallelamente si può seguire il processo di accaparramento delle fonti di guadagno in un determinato settore economico. Per esempio, A riuscirà a prendere in mano tutte le macchinette da gioco di una città o di uno Stato fede-rale; B controlla il commercio dello zucchero turco che serve alla produzione illegale di whisky, e C diventa il re del mercato delle banane.
La base di potere più importante del nuovo mafioso è il gruppo di killer di cui si è circondato e che può far entrare in azione incondizionatamente. In unintervista del giornalista palermitano Chilanti a Nick Gentile leggiamo:
Gentile ... Il potere era già nelle mie mani.
Chilanti In che consisteva il Suo potere? Gentile Avevo organizzato un gruppo di giovani per proteggere i siciliani. Quei giovani erano al mio comando (5 ). Anche i killer, come i bassi mafiosi della cosca, sono tenuti insieme principa1mente dalla comune dipendenza dal capo(6). Talvolta si aggiunge un a1tro elemento acco-munante, lo stesso paese dorigine: Gentile parla della lotta tra due gang (Massaria e Maranzano di New York) come di una lotta tra « sciaccatani » e « castellammaresi »(7) ed in un altro passaggio del « predominio dei licatesi in Cleveland (8) ». Inoltre, il gangster italoamericano rafforza la sua posizione, mantenendo buoni rap-porti con altri nuovi mafiosi. Possibilmente si avvarrà anche qui dei legami di parentela, per stringere relazioni daffari con bande più forti (9). Il fattore più importante è la reciproca fiducia imperante fra parenti.
In alcuni casi un gangster paga tributi ad altri, per-centuali di un dato affare per procurarsi in questo modo, se non lappoggio, perlomeno la neutralità di fronte alla transazione. Un certo La Gaipa aveva offerto a Gentile di organizzare insieme a lui il commercio della droga a New York nel Texas e in Louisiana.
Informai Vincenzo Mangano che mi si presentava loccasione per potermi associare negli affari a Charles La Gaipa il quale avrebbe messo tutti i capitali necessari per lacquisto della merce e mi avrebbe dato il 40% degli utili. Lascio te arbitro di dividerli - dissi - fra te, Joe Biondo, Anastasia e me °.
Per comprendere la forte posizione del nuovo mafioso e principalmente le sue relazioni di partito, si deve tener presente lalto prestigio di cui gode .nellambito del gruppo etnico siciliano. Gli emigranti siciliani vedono in lui uno dei loro, il povero bambino di Castellammare o del suburbio di Broklyn che è diventato qualcuno
e ha conquistato ricchezza ed influenza: nella sua persona vedono il proprio sogno fatto realtà. E, pur sfruttando spietatamente i compaesani, in fin dei conti il nostro personaggio contribuisce allascesa di tutto il gruppo etnico.
Mike Merlo era un noto gangster di Chicago, presidente della « Associazione fra i siciliani », una specie di dopolavoro con migliaia di iscritti fra operai. Artigiani e piccoli commercianti ". In tutte le metropoli americane lemigrante che nellambiente straniero si sentiva isolato e abbandonato, cercava in tali club appoggio morale e materiale.
Questi club in genere dipendevano totalmente da singoli compatrioti affermati, spesso mafiosi, che in tal modo esercitavano, fra laltro, il controllo su un gran numero di voti. Questi voti andavano a profitto di candidati italiani o candidati di cui cercavano lamicizia. In questo modo, la parte di popolazione italiana compatta nellazione - e spesso organizzata da uomini di rispetto - conquistò un peso decisivo nella politica comunale di varie metropoli (New York, Chicago, Kan-sas City, Los Angeles).
A queste forme di rapporti tradizionali fra mafiosi e detentori di potere istituzionale, note fin dalla Sicilia, si aggiungeva ora una forma nuova, caratteristica del mafioso: lobbligo contratto dagli uomini politici, dai giudici e dagli sceriffi, per il sostegno finanziario ricevuto nelle proprie campagne elettorali (in USA sono eletti anche i giudici e gli sceriffi) o semplicemente per corruzione.
Particolarmente noti sono gli stretti rapporti tra Frank Costello ed alcuni uomini politici di New York (12). Costello (Francesco Castiglia) si era originariamente arricchito col contrabbando dalcool. Negli anni trenta, Huey Long, governatore della Louisiana, gli aveva chiesto un appoggio finanziario e in cambio gli aveva concesso lautorizzazione di installare le slot machines nello Stato. Negli anni quaranta Costello esercitò una certa influenza sul partito democratico di New York (Tammany Hall).
Lincidente più saliente, svelato da un impianto di ascolto al telefono di Costello, fu il « Grazie Francesco » di Thomas Aurelio, eletto alla Corte Suprema nel 1943, il quale attribuì la propria nomina esclusivamente a Frank Costello (13).
Esempi di processi analoghi, cioè della conquista di rapporti di partito, anche se su un piano più modesto, figurano nellautobiografia di Gentile:
In men che non si dica, non badando a spese, penetrai in tutti gli ambienti di Kansas City e mi guadagnai la stima della popolazione e lamicizia del sindaco. Per mezzo del suo segretario particolare, un giovane ebreo sveglio e attivo, proposi al sindaco un affare nel quale doveva diventare mio socio. Così, sotto legida della sua protezione, operavo sicuro (14). Il quartiere, malfamato, era continuamente sorvegliato da un forte gruppo di poliziotti, i quali venivano nel 1oca1e, bevevano un whisky ; e ricevevano la mazzetta. Lo stesso avveniva per quelli che facevano la sorveglianza notturna. Inoltre vi era un altro gruppo di agenti, composto da 15 detective della squadra omicidi, che ci assicuravano protezione. Al loro comandante venivano dati 500 dollari al mese (15).
Vari mafiosi si crearono un altro fattore di potere importante con la loro influenza sui rapporti fra datore di lavoro e lavoratore. Grazie al potere di cui godevano presso i 1avorataro italo americani riuscirono à tenere in mano molti sindacati con cui esercitavano una forte pressione sia sugli uomini politici sia sulle imprese. I primi trattavano con loro i voti degli iscritti ai sindacati, i secondi le promesse di protezione dagli scioperi in certe aziende (16).
Nellesaminare i problemi strutturali abbiamo menzionato sinora le funzioni insite nellattività del nuovo mafioso come interposta persona B nel rapporto fra A e C. Anche qui il ruolo dellintermediario è quello di un mediatore che agisce con la violenza e mette la violenza al servizio di un partito per esercitare una determinata coercizione su altri. Ciò diventa palese quando il mafioso sta fra imprenditori ed operai o tra funzionari e iscritti ai sindacati. Minacce, risse, attentati dinamitardi ed omicidi non sono rari in questi casi. Tipicamente il mafioso è quasi sempre al servizio degli imprenditori o dei funzionari, ossia ha anche qui funzioni di dominio (17).
Nel gangster moderno, il significato di queste funzioni passa in secondo ordine. Là sua attività è determinata quasi esclusivamente dalla meta dellarricchimento personale e della propria ascesa sociale. I mestieri prescelti sono caratterizzati dagli stessi tratti fondamentali di quelli del vecchio mafioso: non richiedono né istruzione, né attestato di cultura, né lavoro continuo; non sono rischiosi, sono sempre connessi a speculazioni e stanno al confine fra attività legali ed illegali. Ma se la natura dei mestieri è identica, tuttaltro è il loro campo di azione nella società moderna dellindustria e del consumo. I gangster italo americani operano soprattutto nei trasporti, nel commercio ortofrutticolo, come importatori dolio doliva e di formaggio, nelledilizia, come agenti immobiliari. Gli alti guadagni li trovano nel commercio di determinati generi voluttuari e nellindustria dei divertimenti: la produzione, il contrabbando e la vendita dalcool ai tempi del proibizionismo, in seguito gli affari con la droga, con le slot machines, i totalizzatori e lo sfruttamento della prostituzione. In tutti questi campi luso e la minaccia di violenza procurano lincremento o la monopolizzazione delle fonti di profitto (18).
Per questi uomini e per le loro famiglie il delitto diventò un mezzo dascesa. I teppisti rudi, giovani, appena immigrati divennero - riuscendo a sopravvivere alla lotta per la concorrenza - businessman vestiti correttamente, dai modi cortesi, che abitavano in sob-borghi quieti, tipici del ceto medio superiore, e mandavano i figli in buone scuole. In verità si distinguevano dal vecchio mafioso nello sfoggio della nuova ricchezza; il consumo vistoso è una loro caratteristica:
... indossano gli stessi abiti eleganti, lanello col brillante, lorologio doro usano lo stesso profumo disgustosamente dolciastro (19).
Dallindagine risultò che Mickey Cohen aveva pagato 275 dollari per un pigiama intessuto dargento e 25000 dollari per una macchina a prova di pallottola, costruita apposita-mente per lui, e che possedeva 300 abiti, 1500 paia di cal-zini c 60 paia di scarpe (30).
Anche Lucky Luciano è un esempio tipico: come Mr. Charles Ross, per anni abitò un appartamento al Waldorf Astoria di New York.
Questi uomini si adeguano al personaggio ideale ame-ricano delluomo daffari che ha successo e non lo na-sconde, così come il mafioso siciliano aspirava a diventare un gentiluomo stimato ed onorato.
Un altro tratto del gangster lo distingue in maniera ancora più evidente dal mafioso: gli manca la coscienza della necessità e legittimità del suo operato, la consa-pevolezza di essere un uomo dordine: segni che, a no-stro giudizio, definiscono il mafioso.
Infatti, non dovendo assolvere entro il sistema so-ciale nessuna funzione di protezione o mediazione necessaria, il gangster non possiede alcuna legittimità nella morale popolare, cioè non è più un mafioso, ma un delinquente. Il gangster italo americano fino agli anni quaranta godeva di un certo prestigio nellambito della sub cultura degli emigranti in quanto simbolo dellascesa sociale del gruppo etnico, prestigio che andò perdendo a mano a mano che la sub cultura si dissolveva e i siciliani diventavano americani.
Anche il gangster americano degli anni cinquanta e sessanta non possiede un prestigio di questo genere e neppure la legittimazione della morale popolare. Più che i cambiamenti esterni dellapparato tecnico: la macchina il mitra e la bomba al plastico che fanno di lui un tipo nuovo.
La nascita di questo tipo nuovo è da attribuire ai cambiamenti nella struttura economica e sociale della Sicilia e al contatto culturale con gli USA.
Lambiente non é più la società agraria, in cui il vecchio mafioso controllava terre e produzione, ma la metropoli industrializzata, e segnatamente il settore del consumo. Egli cerca di prendere in mano posti di monopolio promettenti sui grandi mercati di Palermo - il mercato ortofrutticolo ed il mercato ittico-(21) o di estorcere tributi agli imprenditori per una protezione fittizia (22). I contatti più importanti con gli italo americani, che schiudono ai gangster palermitani nuove fonti di guadagno, in particolare il contrabbando delle sigarette e della droga, seguono tre linee direttrici: il contatto che molti emigrati hanno mantenuto col paese dorigine, loccupazione americana della Sicilia e il rimpatrio coatto o volontario di alcuni nuovi mafiosi importanti (Luciano, Gentile, Genovese, Coppola, Bonanno, Collura ed altri). Le relazioni di partito del gangster moderno non sono più così articolate come quelle del vecchio mafioso; esse si tessono, come quelle americane, soprattutto con la partecipazione finanziaria alla campagna elettorale (23). Il singolo gangster opera ormai quasi esclusivamente per se stesso. Egli è ben lungi dallessere un uomo di rispetto, un mediatore ambito in tanti piccoli affari. Non accorda udienze e nessuno va a trovarlo. É uno specialista in un determinato settore, conosciuto di vista soltanto dagli uomini del mestiere; per la comunità é un anonimo delinquente della metropoli, senza somiglianza alcuna con il mafioso, conosciuto e rispettato da tutti, del paese siciliano.
A chiusura del capitolo, tenteremo di confrontare le caratteristiche più importanti del vecchio e del nuovo mafioso, anzi del mafioso e del gangster:
| Mafioso | Gangster |
| Sub cultura accentuata | Sub cultura in via di estinzione |
| Stato debole | Organi statali ben funzionanti |
| Sistema giuridico di auto-giustizia, ivi compresa la protezione effettiva | Reati, ivi incluse prestazioni di proiezione fittizia |
| legittimazione nella morale popolare della sub cultura | Non legittimazione |
| Società agricola | Società industriale e del consumo |
| Villaggio, comunicazioni interpersonali | Metropoli |
| Relazioni di partito mediante il controllo dei voti | Relazioni di partito mediante appoggio dei candidati o corruzione |
| Comportamento mafioso per migliorare le prospettive di guadagno in un mestiere legittimato | Mestiere legittimo solo come schermo |
| Gentiluomo, aspira alla legittimazione e al ruolo di benefattore rispettato, necessità del riconoscimento generale per poter adempiere le proprie funzioni | Conosciuto personalmente soltanto nella cerchia delle relazioni daffari |
| Occultamento del potere, semplicità esteriore, convalida della posizione attraverso il rispetto dei paesani. | Status da affermare nellambiente attraverso consumi vistosi. |
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