Breve sintesi della storia di Sicilia

La Sicilia, la più grande isola del Mediterraneo, per la sua posizione centrale ha sempre rappresentato il punto d’incontro delle civiltà che si sono affacciate sul più prestigioso mare interno della Storia; il possesso o la sua perdita hanno sempre segnato l’affermazione o la fine degli imperi e delle civiltà del Mediterraneo; sicché, di volta in volta, la Sicilia è stata fenicia, greca, bizantina, araba, normanna, sveva, angioina, aragonese, spagnola, sabauda, austriaca, borbonica, senza mai perdere i caratteri peculiari della propria individualità storica; ha mantenuto intatte nei secoli le tradizioni e la spiritualità del suo popolo, esprimendole nella lingua, nei consumi e nell’arte, e generando personalità singolari e talora eccezionali, che vanno da Archimede a Giovanni Alfonso Borelli e ad Ettore Majorana nelle scienze, da Teocrito a Salvatore Quasimodo nella poesia, da Epicarmo a Luigi Pirandello nel teatro, da Antonello da Messina a Giacomo Serpotta e a Filippo Juvarra nelle arti figurative, da Giovanni Verga a Giuseppe Tomasi di Lampedusa nella letteratura, da Francesco Crispi a Luigi Sturzo nella politica, da Alessandro Scarlatti a Vincenzo Bellini nella musica. In Sicilia, è bene ricordarlo, è nato il primo Parlamento del mondo; ed è stato organizzato, sotto i Normanni, il primo Stato nel senso moderno del termine, basato sulla burocrazia e con precisa supremazia sul potere religioso; in Sicilia è nata la letteratura italiana, e si è verificato il più importante moto popolare europeo, quello del Vespro del 1282; e si è avuto il primo movimento socialistico rivoluzionario, quello dei Fasci siciliani dei lavoratori del 1893-94. Nell’evoluzione della sua storia, la Sicilia fu abitata nei tempi più remoti della sua civiltà da popolazioni indoeuropee dette Siculi o Sicani, di cui anche Cicerone notava l’intelligenza, la diffidenza ed il senso dell’umorismo, che sono gli elementi che si sono perpetuati nei secoli come caratteristiche spirituali del popolo; ed è entrata nella storia con i proficui contatti, avvenuti nel suo territorio fra le varie popolazioni mediterranee.
I primi contatti fra le genti mediterranee e la Sicilia si ebbero con i Fenici, che si stabilirono nella parte occidentale dell’isola, fondando Palermo, Solunto, Mozia (o isola di San Pantaleo, a 8 km, da Marsala) per una penetrazione commerciale, che divenne anche militare con i Cartaginesi. Nella parte orientale e centrale dell’isola si stanziarono, a partire dall’VIII secolo A.C. i Greci, che chiamarono l’isola Trinacria dai suoi tre promontori, e fondarono e ampliarono i centri più importanti a Catania, a Messina, a Taormina, a Siracusa, a Gela, ad Agrigento, spingendosi fino a Imera (oggi Termini Imerese) nella costa settentrionale, e fino a Selinunte nella costa meridionale. I Greci della Sicilia, o Sicelioti, contribuirono notevolmente al formarsi della civiltà greca, a cui diedero poeti come Teocrito, commediografi come Epicarmo, scienziati come Archimede, Filosofi come Empedocle e Gorgia e gastronomi come Archestrato da Gela. I Cartaginesi combatterono a lungo per la supremazia nell’isola con i Sicelioti; finche questi, guidati da Gerone signore di Siracusa e da Terone signore di Agrigento, li sconfissero definitivamente ad Imera nel 480 a.C.: proprio nello stesso anno in cui i Greci della madrepatria fermavano l’invasione persiana nella battaglia di Salamina, guidati da Temistocle. Nel III secolo a.C. la Sicilia divenne provincia romana; dopo le vittorie dei Romani nelle guerre Puniche (prima nel 260 - battaglia di Milazzo, l’antica Milae - e poi nel 242 - battaglia delle isole Egadi) con la sua ricchezza agricola (era chiamata «il granaio di Roma»), la sua cultura e la sua fedeltà contribuirono notevolmente alla potenza imperiale di Roma. I grandiosi mosaici della Villa romana del Casale presso Piazza Armerina, e i resti dell’Anfiteatro romano di Catania (inferiore per grandezza solo al Colosseo di Roma) dimostrano la floridezza economica e culturale della Sicilia romana.

 

 

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