Il Padrino
Il film " Il Padrino " tratto dal libro dello scrittore Puzo testimonia come il cinema ha fatto della mafia uno spettacolo di massa. In questa saga la " famiglia " è descritta in modo benevolo e il capo Don Vito Corleone appare come un patriarca d'altri tempi, feroce, ma a modo suo generoso.Cesare Mori andò per la prima volta a Palermo nel 1903 e cominciò a dare una caccia spietata ai mafiosi. Durante il fascismo vi ritornò con la nomina di prefetto. Alla testa di 800 uomini superarmati riuscì ad infliggere duri colpi alla mafia. Venne chiamato il Prefetto di ferro perché usò sempre la maniera forte al punto da calpestare ogni garanzia di legalità. La sua azione si svolse principalmente lungo tre direttrici: creazione di un'anagrafe per il bestiame, nomina dei campieri di esclusiva competenza della polizia, confino per le persone ritenute pericolose affidato a commissioni provinciali. Queste disposizioni aiutarono la polizia e moltissimi delinquenti furono colpiti.Forte dei suoi successi cercò di colpire in alto, ma nel 1929 con un breve telegramma Mussolini lo congedò dal servizio
EMANUELE NOTARBARTOLO
Il marchese Notarbartolo fu sindaco di Palermo e direttore del Banco di Sicilia. Si batté contro la corruzione nel mondo finanziario e politico. Egli, inutilmente, fece presente al governo le pressioni di cui era oggetto la sua banca. Quando scoppiò lo scandalo della Banca romana (1893) fu chiamato a testimoniare, ma pochi giorni prima della sua deposizione fu assassinato. Venne accusato del delitto il deputato al Parlamento, Raffaele Palizzolo che fu condannato in primo grado e poi assolto.La vicenda di suo figlio, Leopoldo Notarbartolo, è esemplare per capire il clima di violenza degli inizi del '900. Era convinzione di tutti che non alla legge, ma alla "violenza privata " fosse affidato il compito di riparare le offese ricevute.Leopoldo, sicuro di aver scoperto in Palizzolo l'uccisore del padre, si recò dal presidente del consiglio dell'epoca, il siciliano Rudinì, per denunciarlo. Il presidente lo guardò stupito ed esclamò: " Allora, perché non l'hai fatto ammazzare? "
PETROSINO
Nato in provincia di Salerno nel 1860 emigrò in America a 13 anni. A New York divenne poliziotto e lottò contro la Mano nera.Il suo principale avversario fu Vito Cascio Ferro, un mafioso che si dedicava alle estorsioni. Egli in seguito ad accurate indagini riuscì ad incriminarlo ma l'uomo fu prosciolto dalle accuse e rispedito in Sicilia.
Il tenente Petrosino capì che la radice da estirpare si trovava in Sicilia e nel 1909 in segreto giunse a Palermo. Dopo qualche giorno fu ucciso davanti al suo albergo. Cascio Ferro accusato di essere il mandante venne arrestato, ma anche questa volta fu assolto.
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