UNA GUIDA RACCONTA...
Il signor Alfio Ponte, guida dell'Etna che abita e lavora a Nicolosi, è stato intervistato da alcuni alunni ai quali ha parlato del mestiere di guida e di come esso si è evoluto nel corso del tempo. Il lungo e articolato testo originale è stato poi, in classe, trascritto e suddiviso in sezioni
- LE PRIME GUIDE DI NICOLOSI
- L'OPERATO DEI FRATELLI GEMMELLARO
- LE GUIDE E IL C.A.I.
- IL PERCORSO DELLE GUIDE NEL PASSATO
- LE GUIDE OGGI
- IMPORTANZA DELLE GUIDE NELL'ECONOMIA DI NICOLOSI
- LE PROSPETTIVE
Alunno: "Ci può parlare del mestiere della guida? "
Intervistato: " Nel 1700 arrivarono in Italia i grandi viaggiatori. Un visitatore per eccellenza fu Goethe che andò a Nicolosi. Nicolosi era quello che era, non è che offrisse molte possibilità, non c'erano alberghi, ristoranti, ecc.. e comunque lui si affidò ad una persona del posto per visitare i Monti Rossi, che sono quelli che si trovano qua, li conoscete tutti e lui fece una descrizione fantastica dell'Etna, stupenda anche nel periodo dell'inverno, e da questa descrizione che poi pubblicò, altri viaggiatori vennero a visitare la Sicilia e l'Etna in particolare. Perciò nacque l'esigenza di creare un gruppo di persone in grado di accompagnare altre persone a visitare il vulcano. Non era facile reperire queste persone perché c'erano delle paure ataviche tali nei confronti del vulcano ..ehm eh Il vulcano era visto come una maledizione, da certi versi, qualcosa da cui bisognava sfuggire., non c'era il rapporto che abbiamo attualmente noi".
L'OPERATO DEI FRATELLI GEMMELLARO
A questo punto, all'inizio del 1800, esattamente nel 1804, per volontà dei fratelli Mario e Carlo Gemmellaro, (Carlo era lo scienziato e Mario era invece un tipo pratico, un organizzatore), si costituì il primo gruppo di guide e mulattieri dell'Etna. Reclutavano le persone perché il lavoro andava abbinato ecco. Mario Gemmellaro reclutò delle persone che secondo lui avevano delle caratteristiche fisiche tali da permettere l'accompagnamento di altre persone, alla montagna. La maggior parte delle persone che diventarono guide dell'epoca era una cosa fatta così, a livello empirico non ancora regolamentata. "Tu ci'a fai? Va bbeni".(Ce la fai? Va bene) ecc.... C'era un regolamento "a parola", senza nessuna prova attitudinale o tecnica. Ma chi erano queste persone che in effetti vennero reclutate e vennero scelte da Mario Gemmellaro? La maggior parte furono pastori e taglialegna perché erano gli unici che conoscevano il territorio, questo è importante no? Perché bisognava comunque a queste persone affidare la vita, la sicurezza del viaggiatore, perché...ehm.... venivano scelte le persone più robuste, più in grado di percorrere queste distanze perché non c'erano funivie, non c'erano strade.... Il bosco cominciava appena fuori da Nicolosi, tutti in mezzo una foresta da attraversare, bisognava conoscerla bene e, a questo punto, si aggiunse, ripeto, il gruppo dei mulattieri.
In secondo tempo, quando la presenza dei viaggiatori aumentò, si ritenne opportuno creare anche un gruppo di portatori perché le escursioni sull'Etna, che partivano da Nicolosi, venivano fatte a piedi partendo da Nicolosi o sul dorso di un mulo o salendo coi muli. Quando si partiva a piedi, direttamente da Nicolosi per arrivare fino al cratere, si affiancavano dei portatori, persone particolarmente robuste in grado di portare il peso, il bagaglio del cliente. Hai presente un'escursione che durava almeno due o tre giorni? Per cui ci bisognava portare viveri e attrezzature per due, tre giorni, c'era bisogno di persone in grado di poterlo fare.
"La professione di guida nacque qua, come in tutte le altre zone d'Italia, perché più o meno tutti quanti in quell'epoca sono nate, cioè a dire qui un po' prima, in rapporto alla Val D'Aosta. E' nata come un mestiere girovago, un mestiere che non aveva identità, non era inquadrato in una categoria, era un mestiere, perché lo facevi, perché...... come quello dei circhi equestri, non aveva una dimora stabile. Questo fino a quando la professione cominciò a prendere piede, perché, man mano che si scopriva che il paese offriva queste opportunità, questi servizi ci si dedicò regolamentare a questa professione. Chi ci pensò a questo? Il Club Alpino Italiano, che nacque nel 1875. La sezione, quella più italiana a Catania nel 1875, nel 1877, sulla scia proposta dalle altre sezioni del C. A. I., anche a Catania si formò il consorzio delle guide e portatori, regolamentato dal Club Alpino Italiano per cui (n.d.r. la guida) finì di essere un mestiere girovago o qualcosa di avventuroso, ma venne regolamentato da leggi, regolamenti e via discutendo. C'è tutta una normativa di tariffe perché prima ognuno domandava quello che voleva, poi invece ci furono delle vere e proprie tariffe per le guide, per i portatori e per i mulattieri. Questo consorzio andò avanti dal 1877 fino al 1979.Il club alpino italiano si fece carico della formazione delle guide perché non bisognava più improvvisare, non è che si potevano prendere le persone, tagliaboschi o pastori, anche se era gente che aveva delle grandi capacità fisiche, solo per quello, bisognava avere anche delle capacità tecniche. A questo pensò il CAI che aveva anche il compito della formazione professionale, quindi faceva dei veri e propri corsi di formazione in modo che la gente, che aveva intenzione di fare questo lavoro, avesse anche la preparazione. Incominciavano ad essere richiesti dei titoli, vi è stata una certa formazione culturale perché, d'altronde, chi accompagnava la gente doveva essere in grado di trasferire e di comunicare agli altri le proprie conoscenze, perché la gente che veniva non è che avesse una grande conoscenza del territorio! Bisognava spiegargli il percorso che facevano, che cosa vedevano, quando si è formato, come si è formato (n.d. r. il vulcano) e a tutto questo ci pensò il CAI con degli istruttori e iniziò a formare le guide. Le guide dell'Etna furono inscritte di diritto nell'elenco delle guide alpine, che sono le guide di alta montagna, dal momento che l'Etna aveva un'altezza considerevole di 3345 metri per cui, oltre una certa quota, l'intervento delle guide è obbligo. Nel 1979 il CAI e cioè le guide alpine si distaccarono dal CAI creando un'associazione nazionale che era la AGAI (Associazione Guide Alpine Italiane).Tale associazione era autonoma fino al 1989 quando fu fatta la legge quadro nazionale che inquadrò le guide alpine di tutta Italia in una legge a parte, creando un ordine professionale come quello dei medici, degli avvocati, e quindi le guide alpine si sono ulteriormente qualificate e migliorate. Attualmente sull'Etna sud, sulla zona di Nicolosi perché le guide erano tante e quindi, qui a Nicolosi, ci stanno 11.... ehm..12.. 13.. 14.. 16 guide più una guida medica , che è una guida che ha superato una certa età e Giovanni Carbonaro, forse lo conoscete, questo fu uno.. l'ultimo delle vecchie guide che ancora vive a Nicolosi".
IL PERCORSO DELLE GUIDE NEL PASSATO
Alunno: "Come si svolge questo lavoro attualmente? "
Intervistato: " Una volta il lavoro era più difficoltoso di oggi , e ... perché bisognava partire a piedi da Nicolosi, si prendeva la strada dei tre altarelli. Si aprì una trazzera (ndr. mulattiera) che portava fino al monte san Leo, fatta a piedi o sul dorso di un mulo. Dal monte S. Leo ci si dirigeva in contrada Sclafani dove c'era la Casa del Bosco. In questa casa c'era una cisterna che serviva all'abbeverata dei muli, e dove i viaggiatori si riposavano... Da Sclafani, seguendo i boschi della Ferrandina, che arrivava alla vecchia casa cantoniera.....era una casa militare....... e da lì ci si fermava un po' per riposarsi e dopo un po' si partiva verso l'osservatorio vulcanologico che, ancor prima di diventare osservatorio, era la gratissima casa degli inglesi.... perché Carlo Gemmellaro, a suo tempo,ricevette un contributo della marina inglese per ampliare questa casa. Questo rifugio era un ricovero; lì c'era la sosta il pernottamento e dopo si partiva per il cratere per cui i muli e i mulattieri si fermavano all'osservatorio, e le guide li (ndr i visitatori) accompagnavano fino al cratere. Da lì facevano visitare tutta la zona per poi incominciare la ridiscesa verso Nicolosi.Questa attività si è fatta fino alla fine degli anni '50, poi qua, a Nicolosi, ci fu la nascita della funivia. Come dopo la costruzione della strada negli anni '30, che collegò Nicolosi alle alte quote, l'avvento della funivia alla fine degli anni '50 diminuì molto i tempi di percorrenza, per cui la gente, in effetti, si faceva il percorso fino al Rifugio Sapienza in macchina, poi con la funivia che arrivava nei pressi dell'0sservatorio. Da lì partivano le guide che, a piedi, portavano i turisti fino al cratere".
| "Questo lo si sta facendo ancora oggi però la professione di guide non è solo quella di accompagnare le persone la cratere, è anche quella, ma non solo quella. Le guide alpine sono abilitate ad esercitare la professione in qualsiasi parte d'Italia per cui una guida, che parte di qua, può svolgere il lavoro in qualsiasi parte, addirittura ci è stata riconosciuta anche l'internazionalità, per cui la guida nostra potrebbe andare anche sull'Himalaya, ma ha più limiti ed è un lavoro più estremo". |
IMPORTANZA DELLE GUIDE NELL'ECONOMIA DI NICOLOSI
"Noi, in questo momento, abbiamo il collegio regionale delle guide a Nicolosi, perché Nicolosi è la patria storica delle guide. Il paese stesso deve la sua economia all'attività di queste persone, le guide e i mulattieri, che furono i primi grandi servizi, forniti da questo paese; poi cominciarono a nascere gli alberghi, ma comunque si basa esclusivamente sull'attività della montagna, anche perché Nicolosi ha un territorio molto limitato e quindi l'attività si doveva svolgere per forza in montagna. Le attività che privilegiavano Nicolosi alla fine del secolo scorso furono l'accompagnamento di viaggiatori verso l'Etna , fatto dalle guide, dai mulattieri e dai portatori e poi c'erano i pastori e i taglia legna che svolgevano compiti importanti. Tutta l'economia di Nicolosi è basata soprattutto su queste cinque attività, professioni e mestieri. Sì, c'era anche l'agricoltura, poi c'erano anche tutte quelle attività secondarie, diciamo artigianali che si svilupparono all'interno del paese, sempre rivolte comunque a queste attività".
"Prima le guide dell'Etna, erano guide dell'Etna e basta. Ora sono guide di tutta la Sicilia, per cui in qualsiasi momento deve potere intervenire in qualsiasi parco della Sicilia. Comunque, stiamo provvedendo ora alla istituzione di corsi per creare nuove guide, sì, perché a noi spetta anche il compito della formazione professionale, Allora, probabilmente a maggio, partirà un corso per la formazione delle guide vulcanologhe che possano accompagnare sul vulcano, quindi qui sull'Etna, e su altri vulcani della Sicilia. Comunque siamo riusciti a ottenere le promozioni di questa professione, anche come accompagnatori di media montagna, visto che è nota l'esigenza di avere delle persone che assistano i turisti all'interno di parchi, riserve ecc. Per cui stiamo cercando di qualificare e di migliorare la figura delle nostre guide. Questo è il primo passo per diventare guide alpine." Alunno: " A questo corso chi può partecipare?"
Intervistato: "Non bisogna essere inferiori ai 18 anni e bisogna avere una buona conoscenza della montagna."