LABORATORIO DI EDUCAZIONE TECNICA


 

L' educazione tecnica era un tempo anche adattamento a ruoli socio-produttivi specifici. L' apprendista e il tirocinante erano condizionati a considerare il loro futuro lavorativo come condizione permanente di vita con specifica collocazione nella gerarchia sociale.
Oggi molte cose sono cambiate,la società e' in evoluzione, il progresso tecnologico trasforma rapidamente le tecniche produttive, molti mestieri scompaiono e ne nascono continuamente di nuovi, l' idea stessa di "professione" come qualcosa che accompagna stabilmente la vita di un uomo è in crisi. In questo quadro l' uomo ritrova la centralità nel lavoro e nella produzione e il vecchio concetto dell' adattamento dell' uomo alla macchina viene totalmente rovesciato.
L' educazione tecnica a livello di scuola media dell'obbligo non solo non ha finalità professionali specifiche, ma si rivolge in massima parte ad allievi che continueranno negli studi ed eserciteranno, nella vita adulta, attività scarsamente connesse con i temi specifici della materia. Solo una parte minoritaria, fra essi, eserciterà stabilmente mestieri manuali direttamente connessi con le tecnologie produttive. Ma non è accettabile nemmeno per questa minoranza di ragazzi, non sempre identificabile, che l' educazione tecnica operi  nel senso del loro adattamento precoce ad impegni lavorativi di tipo meramente esecutivo.I modi di produzione nei vari settori, anche in quelli in declino, richiedono sempre di più mansioni di tipo progettuale e organizzativo. In tale quadro di riferimento si colloca lo strumento validissimo del laboratorio di educazione tecnica.Spazio della scuola dove la dimensione operativa della disciplina trova e attua anche l' aspetto manuale del lavoro, inteso non come conseguimento di abilità esecutive e ripetitive, ma come momento di un processo didattico-educativo che non può prescindere dalla realizzazione di un oggetto, dall' analisi tecnica e dalla sperimentazione.
Due dei criteri-obiettivi della nuova scheda di valutazione, in adozione nella nostra scuola:

-conoscenze tecniche e tecnologiche attraverso l'osservazione, la ricerca e la pratica;

-progettazione realizzazione e verifica di esperienze operative;

contengono in se, per il loro conseguimento l' esigenza dell' uso del laboratorio. Certamente si deve immaginare e promuovere, nei prossimi anni scolastici,un laboratorio organizzato in modo tale che per strumenti, attrezzature e materiali possa permettere esperienze operative nelle direzioni più svariate ( ad es. informatica) che di solito si ritrovano previste e prevedibili nelle varie unità didattiche del curricolo di educazione tecnica.
Le potenzialità attuali del laboratorio tecnico risultano limitate alle possibilità esperienzali legate al materiale legno: misurare, disegnare, tagliare, assemblare, rifinire, verniciare, pirografare.Se e vero che il laboratorio rientra a pieno titolo tra i mezzi didattici che questa scuola ha prescelto per i suoi allievi, bisognerà orientare, nell' immediato futuro,le scelte verso un laboratorio che permetta una situazione aperta dove un dato insieme di componenti o strumenti consenta di realizzare oggetti diversi.
Altro elemento di scelta importante riguarda i materiali: materiali di uso normale e commerciale o materiale specifico per la scuola? Per i secondi è ovvio che la scelta deve essere molto limitata perchè tendono a riprodurre situazioni più o meno artificiose, rispetto a quelle della vita reale ed il loro uso dovrebbe essere relativo solamente ai casi in cui occorre fare scoprire, rapidamente agli allievi, determinati principi o risolvere problemi concettuali.
Quindi risulterà opportuno,come già avvieneper il materiale legno, far ricorso ai materiali correnti e reperibili nei negozi specializzati.Anzi la stessacapacità di cercare i punti di vendita dei vari tipi di componenti o strumenti(negozi di ferramenta, depositi di legname,magazzini di articoli elettrici,ecc.) e' di per se' un obiettivo didattico da non trascurare.
Infine, comunque venga concepito e realizzato, il laboratorio rappresenta un mezzo-risorsa irrinunciabile per tutti gli alunni, in modo particolare per quella fascia di allievi con difficoltà varie di apprendimento e di socializzazione.