ISTITUTO COMPRENSIVO “Card. Dusmet” – NICOLOSI
ANNI SCOLASTICI 2006/2007 – 2007/2008
PROGETTO POR “I FRUTTI DELL’ETNA”
Mis. 3.06 – Azione E
 

SCHEDA INFORMATIVA

FRUTTO: Albicocca       

Notizie storiche:

L'albicocco  è  originario della Cina dove cominciò ad essere coltivato 4000 anni fa. Da lì si diffuse in Mesopotamia, Persia e infine sulle coste del Mediterraneo. In Italia si trova principalmente nelle regioni meridionali cioè nei climi temperati caldi, cioè in zone dove non si registrano gelate tardive.

Luogo di coltivazione:

Si coltiva in tutto il territorio etneo.

Caratteristiche della pianta:

Nome scientifico: Prunus armeniaca

Famiglia: Rosacee

Nome in italiano: Albicocco

Nome in siciliano: Pricocu

È un albero da frutto con foglie largamente ovate. Produce fiori per lo più solitari, bianchi o rosa pallido. Ha fioritura precoce e perciò è più soggetto a danni da ritorni di gelate, nel periodo primaverile. I frutti cioè le albicocche sono drupe sferico-ovoidali, con un solco laterale più o meno marcato e buccia di colore variabile dal giallo pallido al rosso aranciato. Contengono un nocciolo ovale, compresso lateralmente, con mandorla dolce o amara

Quando comprarla:

Nei periodi di maturazione, generalmente da maggio ad agosto. La massima produzione si registra in giugno e luglio.

Come sceglierla:

Le albicocche dovrebbero essere raccolte quando sono mature ma ancora compatte. Sono da preferire frutti pieni di colore rosso arancio, teneri ma non molli e ben succosi. Sono da evitare i frutti immaturi, duri verdognoli o giallo chiari e quelli troppo maturi, troppo teneri o deteriorati.

Come conservarla:

Refrigerare all’acquisto e consumare entro breve tempo (naturalmente prima lavare)

Caratteristiche nutrizionali:

L'albicocca stimola la produzione di emoglobina, la proteina che trasporta il ferro e da' colore al sangue, ed è il frutto anti-anemia per eccellenza. L'albicocca contiene molti zuccheri, sali minerali, e oligo-alimenti: magnesio, fosforo, ferro, calcio sodio, zolfo, manganese e potassio. Il basso contenuto calorico, sebbene accompagnato dal sapore zuccherino, la rende appropriata per chi segue una dieta ipocalorica. Tra la frutta, è la più ricca fonte di vitamina A: un paio di etti di albicocche soddisfa il fabbisogno quotidiano di un adulto. Tale vitamina (presente sotto forma di betacarotene), è fondamentale per la produzione da parte del nostro corpo della melanina, la sostanza che favorisce l'abbronzatura e che protegge la cute dai raggi solari. Il beta-carotene ha anche la proprietà di proteggere il nostro corpo dalla cancerogenesi indotta da agenti chimici, di migliorare la capacità visiva, di rinforzare le ossa e i denti, di potenziare le difese immunitarie nei confronti delle infezioni respiratorie, degli elementi tossici presenti nell'aria inquinata e nel fumo. Nella cosmesi popolare l'albicocca e' stata sempre abbinata alla cura della pelle. L'olio ottenuto dai suoi semi e' molto efficace sia per il trattamento delle smagliature che delle rughe.

Uso:

Ieri:

Le albicocche venivano usate per preparare marmellate, oppure venivano essiccate o sciroppate.

Oggi:

Vengono ancora usate per preparare marmellate, oppure vengono essiccate o sciroppate, ma servono per preparare succhi di albicocca. Le albicocche vengono inserite nei frullati, nei gelati, nelle macedonie e nelle granite.

Altro:

Pesca, ciliegia, albicocca, prugna sono frutti carnosi chiamati drupe.

Brevi note di botanica: abbiamo detto che l’albicocco produce fiori per lo più solitari, bianchi o rosa pallido. I fiori hanno un peduncolo (=piccolo piede che è inserito sul ramo). Il peduncolo è destinato a sostenere il fiore (certe volte in alcune piante manca e allora il fiore è sessile. Il peduncolo in alto presenta un rigonfiamento detto talamo o ricettacolo e su di  esso si inseriscono tutte le parti del fiore. Esaminando il fiore dall’esterno verso l’interno si nota un primo giro di foglioline verdi che costituiscono il calice. Ogni fogliolina del calice viene chiamata sepalo. I sepali servono a proteggere gli organi delicatissimi del fiore quando sono ancora si stanno formando. Subito dopo si nota un giro di foglioline colorate e profumate che costituiscono la corolla. Ogni fogliolina della corolla è un petalo. Il peduncolo è l’organo di sostegno, il calice di protezione e la corolla di attrazione perché serve per attirare gli insetti. Sempre all’interno della corolla si notano dei lunghi e sottili filamenti che terminano ciascuno con una specie di capocchia chiamata antera. L’antera è costituita da due parti dette logge (a forma di sacchettino), unite tra loro da da un connettivo, che è la parte centrale che le tiene unite al filamento. Il filamento e l’antera costituiscono lo stame, che rappresenta l’organo maschile del fiore. L’insieme degli stami viene detto androceo (dal greco = luogo dove si trovano i maschi). Dentro le logge dell’antera si forma il polline che è la polvere fecondatrice maschile. Ogni granello di polvere è una cellula (un gamete maschile) con un grosso nucleo. Dopo gli stami al centro del fiore si trova un organo dove si formano gli elementi femminili che devono essere fecondati (gameti femminili o oosfere o ovuli). Questo organo viene detto gineceo ( dal greco = luogo dove stanno le femmine) e rappresenta l’organo femminile del fiore. In alcuni fiori gli organi del gineceo sono più di uno e allora ciascuno di essi si chiama pistillo o carpello. Ogni pistillo generalmente è formato da una larga pancia detta ovario , sormontata da un lungo collo, detto stilo  che termina con un ingrossamento appiccicaticcio detto detto stimma. Sullo stimma si deposita il polline il quale penetra all’interno del pistillo fino a raggiungere l’ovario dove vengono prodotti gli ovuli. Un granellino di polline feconda un ovulo. Gli ovuli fecondati  dopo profonde trasformazioni nell’interno dell’ovario si trasformano in semi. Nel seme si genera una piccola piantina, l’embrione, simile a quella che l’ha generata. Mentre l’ovulo in seguito alla fecondazione si muta in seme l’ovario (insieme talora ad alcune parti del fiore) si trasforma in frutto. Le pareti del frutto destinate a racchiudere e proteggere i semi costituiscono il pericarpo. Il pericarpo è formato da tre membrane che dall’esterno verso l’interno sono: l’epicarpo, il mesocarpo e l’endocarpo.

Nell’albicocca  l’epicarpo (cioè la “buccia”) è membranoso, il mesocarpo (cioè la parte che noi mangiamo ) è membranoso e succoso e l’endocarpo è legnoso e il frutto si chiama drupa.



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