ISTITUTO COMPRENSIVO “Card. Dusmet” – NICOLOSI
ANNI SCOLASTICI 2006/2007 – 2007/2008
PROGETTO POR “I FRUTTI DELL’ETNA”
Mis. 3.06 – Azione E
 

SCHEDA INFORMATIVA

FRUTTO: Arancia      

Notizie storiche:

L’arancia appartiene agli agrumi, la cui etimologia deriva dal latino medievale "agrumen" (che significa dal sapore agro). Gli agrumi dagli ultimi secoli in poi hanno ricoperto in maniera sempre più estesa, con le loro piante sempreverdi, la superficie della Sicilia, fino ad immedesimarsi con essa ed a contribuire alla caratterizzazione del fertile territorio. Emblema del sole e della luce della nostra terra, le arance, tra leggenda e poesia, sono diventate il frutto-simbolo della Sicilia.

Gli agrumi  hanno una storia avventurosa che risale a 4.000 anni fa. La loro coltivazione, infatti, ebbe inizio intorno al 2400 a.C. nella zona originaria che è l'Asia orientale. Il lento procedere verso Occidente delle arance è testimoniato innanzitutto dal nome "arancia", che deriva dal persiano "narang", da una particolare e ricercata pietanza della cucina persiana abbasside la "naranjija" ed inoltre dal più antico ricettario persiano, il Baghdadi. È opera degli Arabi e dei Crociati la diffusione in Sicilia e in altre regioni del mediterraneo dell'arancio amaro (o melangolo) e del limone. Alcuni secoli dopo, quando iniziarono le grandi scoperte, furono i Genovesi e i Portoghesi, popoli di navigatori, che con Vasco de Gama nel 1400 e nel 1500 diffusero l'arancio dolce in Europa: Spagna, Liguria, Calabria e Sicilia. Infatti, fino ad oggi nelle espressioni dialettali di queste regioni l'arancia è denominata: partuga, partugal, partuallo, riferendosi proprio alla regione da cui ebbe origine la diffusione europea.

Per molto tempo la coltivazione degli agrumi rimase limitata a scopo ornamentale. La moda di utilizzare gli agrumi a tale scopo si propagò nel Medioevo e nel Rinascimento. I frutti vennero largamente utilizzati in gastronomia, per insaporire carni, arrosti e dolci, ma anche in medicina, erboristeria, ecc. Nel 1600 comincia l'utilizzo agricolo dell'agrume. In Sicilia è soprattutto nel 1700 e nel 1800 che l'elevata redditività dell'agrumicoltura spinse in modo notevole la diffusione di questa coltura. Per quanto riguarda più specificatamente l'arancia rossa, pare che questa sia giunta in Sicilia in tempi relativamente recenti e dopo un lungo viaggio iniziato probabilmente in territorio cinese, dove si è differenziato quel primordiale nucleo genetico dal quale sono derivati gli attuali agrumi. Pare che nella Sicilia del XVI secolo venissero coltivate soltanto le arance bionde. Bisogna giungere nel XVII secolo perché l'arancia rossa entri nel panorama delle varietà consciute in Italia. È nell'opera "Hesperides" del gesuita Ferrari (1646) che viene descritto per la prima volta il frutto di un"aurantium indicum" dalla polpa pigmentata (purpurei coloris medulla), portato in Italia da un missionario genovese di ritorno dalle isole Filippine.
 La Sicilia rappresenta l'area agrumicola italiana più importante e una delle più rilevanti del bacino del Mediterraneo e del mondo. Oggi gli agrumeti, che i siciliani con orgoglio chiamano "giardini", coprono una superficie di circa 112.000 ettari e la produzione che in media ogni anno viene raccolta è di oltre 2 milioni di tonnellate. Si raccolgono prevalentemente arance; seguono limoni, mandarini e clementine. Poi, nell'ambito della coltura delle arance, primeggiano le varietà a "polpa rossa", cioè Tarocco, Moro e Sanguinello.

Luogo di coltivazione:

La produzione di queste arance è tipica della Sicilia orientale, nell'area posta a sud, sud-ovest dell'Etna. È questo il contesto territoriale siciliano dove l'agrumicoltura, negli ultimi decenni, si è affermata sempre di più come realtà agricola principale e come attività economica trainante.

Caratteristiche della pianta:

Nome scientifico: Citrus sinensis

Famiglia: Rutacee

Nome in italiano:  Arancio dolce

Nome in siciliano: Aranciu

È una pianta di dimensioni variabili da quelle di un piccolo arbusto fino ad albero alto 4-5  metri. Gli alberi hanno una chioma compatta, simmetrica e rotondeggiante. I rametti, su alcune varietà (cultivar), possono essere spinosi. Le foglie, ovate, lucide e cuoiose, presentano un picciolo leggermente alato.
I fiori (zagare) sono bianchi e profumati; possono essere singoli o riuniti in gruppi fino a sei per infiorescenza. La fioritura è primaverile, mentre i frutti arrivano a maturazione nell'autunno o nell'inverno successivo; in alcuni casi i frutti dell'anno precedente possono essere ancora sulla pianta durante la fioritura successiva.
I frutti dell'arancio dolce non maturano dopo la raccolta: vanno quindi lasciati sulla pianta fino al grado di maturazione desiderato.

Il frutto è una bacca, detta esperidio, caratterizzata da un epicarpo o esocarpo (la parte esterna) di notevole spessore, colorato e ricco di ghiandole contenenti oli essenziali: è denominato flavedo. Il mesocarpo (albedo), parte interna saldata all’epicarpo, è bianco e spugnoso: si chiama albedo. L’endocarpo, la parte più interna, è suddiviso in logge (spicchi) per mezzo di sottili membrane; all’interno si trovano cellule, le vescicole, ripiene di una soluzione acquosa di zuccheri e acidi. Entro ogni loggia si possono riscontrare da 4 a 8 ovuli i quali possono o meno originare altrettanti semi. I semi, di colore biancastro, di forma ovoidale, contengono, in genere, più embrioni, di cui uno ha avuto origine dalla fecondazione, mentre i restanti sono apodittici e pertanto con patrimonio cromosomico identico a quello della pianta madre. L’epoca di fioritura è alquanto variabile andando da febbraio-marzo all’estate; parimenti varia l’epoca di maturazione che va dall’autunno alla primavera dell’anno successivo. Gli agrumi hanno una certa attitudine alla rifiorenza.

Quando comprarla:

Le arance maturano da novembre a primavera inoltrata e alcune varietà all’inizio dell’estate.

Come sceglierla:

Conviene scegliere arance compatte, piene ed evitare quelle ammaccate, ammuffite o comunque danneggiate.

Come conservarla:

Conviene refrigerare le arance che si intende conservare a lungo; invece conviene tenerle a temperatura ambiente per un periodo di conservazione più breve.

Caratteristiche nutrizionali:

Il frutto rappresenta un'importante fonte naturale di vitamina C. Essa contribuisce al potenziamento delle difese immunitarie dell'organismo contro virus e batteri o agenti chimici. In particolare, assicura una guardia attiva e continua contro i radicali acidi, influenza il metabolismo dei carboidrati e degli acidi grassi per trarne energia, favorisce l'assorbimento intestinale del ferro, utile alla formazione dei globuli rossi del sangue, produce una migliore permeabilità della parete dei capillari, combattendone la fragilità. Infine, interviene nel processo di deposizione del calcio e di fosforo nelle ossa e nei denti. Accanto alla vit. C, nelle arance sono presenti discrete quantità di vitamina A, di vitamina B1 e B2 e i flavonoidi, pigmenti vegetali responsabili delle sfumature giallo-rosso della polpa. I flavonoidi sono chiamati vitamina C2. L'azione concomitante delle vitamine C e C2 esercita un intervento rigeneratore sul collagene: tessuto di sostegno della cute, il cui cedimento può portare alla formazione di pieghe, rughe, smagliature ed inestetismi vari.
L'arancia è anche ricca di acidi organici e di minerali. La fibra alimentare contenuta nello strato bianco sotto la scorza esterna e nelle membrane avvolgenti gli spicchi della polpa, accelera il transito intestinale degli alimenti, prevenendo la stipsi.

Uso:

Ieri:

Le arance venivano usate per preparare marmellate.

Oggi:

Vengono ancora usate per preparare marmellate e servono per preparare succhi di arance. Le arance vengono inserita nei frullati, nei gelati, nelle macedonie e nelle granite.

Altro:

Meravigliose piante di Tarocchi si estendono su terreni fertilissimi, famosi nel mondo, per la qualità e unicità delle loro Arance Rosse che hanno ottenuto il marchio IGP (ai sensi del Reg.CEE n.2081/92) “Arancia Rossa di Sicilia” un esempio di stretto legame tra fattori climatici e caratteristiche del prodotto; le stesse varietà di arancia, infatti, coltivate in differenti condizioni climatiche non presentano il particolare colore e le specifiche caratteristiche organolettiche che le hanno rese uniche al mondo, uniche perchè unico è il nostro clima ai piedi del Vulcano. Il microclima dell’Etna infatti, caratterizzato da notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte nel periodo tra tardo autunno e inizio inverno e la generosa fertilità del terreno determinano la tipica colorazione rossa e il gusto inconfondibile delle arance. I terreni, costituiti da sabbie vulcaniche, conferiscono alle arance eccezionali proprietà organolettiche, un gusto tipico del “terroir” dell’Etna, la particolare finezza, e la spiccata personalità.
Protetta dalla Igp europea, la "rossa" di Sicilia si distingue nelle varietà Moro, Sanguinello e Tarocco. Le prime due varietà sono medio-piccole e rossissime, quasi nere come sottolinea il nome, mentre il Tarocco è il gigante della categoria ed è facilmente riconoscibile per via delle grandi dimensioni.


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