ISTITUTO
COMPRENSIVO “Card. Dusmet” – NICOLOSI
ANNI SCOLASTICI 2006/2007 – 2007/2008
PROGETTO POR “I FRUTTI DELL’ETNA”
Mis. 3.06 – Azione E
Notizie storiche:
Originario di una zona
sud caucasica, il melo è oggi coltivato intensivamente in Cina, Stati Uniti,
Russia, Europa (soprattutto in Italia e Francia).
In Italia la produzione è concentrata nel settentrione: l'80% del raccolto
nazionale, infatti, proviene da tre regioni del Nord: Trentino-Alto Adige (46%),
Emilia-Romagna (17%) e Veneto (14%). Altre aree di una certa importanza sono
Piemonte, Lombardia e Campania.
Luogo di coltivazione:
Sulle pendici dell’Etna esiste un’interessante produzione di vecchie varietà di mele, spesso in coltivazione biologica e quasi sempre sopra i 1300 metri di altitudine. Le più significative sono le Cola e le Gelato Cola (nate dall’incrocio fra le prime e le Gelato). Simili alle Limoncelle, le Cola hanno forma cilindrica arrotondata, buccia gialla e lentigginosa e polpa bianca, croccante, succosa, leggermente acidula. Fini, eleganti, ma estremamente delicate, le Gelato Cola hanno forma tronco-conica allungata, colore verdolino alla raccolta che, con il tempo, diventa paglierino, polpa zuccherina e aromatica. Entrambe le varietà danno frutti generalmente di piccole dimensioni. La stagione della raccolta va dalla fine di settembre alla prima metà di ottobre, ma si sposta più avanti nel tempo se i meleti si trovano ad altitu-dini elevate (sopra i 1400 metri). Segnaliamo infine il costituendo consorzio Meletna, che avrà sede a Pedara: per altre informazioni in merito potete visitare il sito www.meletna.it
Caratteristiche della pianta:
Nome scientifico: Malus pumila
Nome in italiano: Melo
Nome in siciliano: Pumu
Il melo è una pianta
di dimensioni medio-elevate che può raggiungere un'altezza anche di 8-10 metri.
Il melo presenta gemme a legno e miste portate da diversi rami fruttiferi, cioè
da dardi, lamburde, brindilli e rami misti. Il frutto è un pomo o melonide (il
pomo è un falso frutto perché quando una mela viene mangiata il torsolo che
contiene i semi viene scartato. Il torsolo è il vero frutto, mentre la polpa che
viene mangiata è il ricettacolo o talamo divenuto carnoso.); la corteccia è
tipicamente liscia rispetto altre specie e la foglia si distingue per il margine
seghettato.
Il melo è tra le specie più rappresentative della frutticoltura del territorio etneo dove è relativamente più diffusa che in altri contesti dell’Isola. Tale diffusione è da mettere in relazione con la sua ampia adattabilità agli ambienti più freddi, ciò che ne consente la presenza lungo le pendici del vulcano a quote più elevate rispetto agli altri fruttiferi. A seconda dei versanti soltanto il nocciolo e la vite, tra le specie arboree da frutto, possono superare il melo in altitudine. In ogni caso la sua presenza si riscontra più diffusamente nella fascia compresa tra 600 e 1400 m di quota; i comuni più interessati alla coltivazione sono Pedara, Nicolosi, Ragalna, Biancavilla, Adrano sul versante sud-occidentale e Zafferana, Milo e Sant’Alfio su quello orientale.
La coltivazione del melo sull’Etna, grazie alla sua antica diffusione, assume una fisionomia particolare per quanto riguarda sia le varietà che le tecniche agronomiche.
In particolare il panorama varietale è dominato da numerose cultivar locali, in atto rivalutate sul mercato in funzione delle pregevoli caratteristiche di qualità espresse dal relativo prodotto. Molto apprezzate sono ad esempio le mele Cola, Gelate e Cola gelato ad epicarpo bianco-cremeo; il quadro delle cultivar ad epicarpo rosso è meno definito per la più massiva presenza di varietà di introduzione anche recente. Accanto a quelle ricordate numerose altre cultivar locali si rinvengono ancora sull’Etna e rappresentano un patrimonio genetico meritevole di essere raccolto, descritto e conservato. Le cultivar Maladeci, Testa di Re, Lappiona, Regina, Rotolo, Lappio, Cardillo, Granadina, Zuccareddi, sempre più difficili da reperire, fanno riferimento a tale vasto patrimonio con il quale si è espressa, ed in parte si esprime ancora, la coltura del melo sulle pendici del vulcano. Esse però rischiano di essere perdute; ai tradizionali impianti basati su tali cultivar locali negli ultimi decenni si sono infatti affiancati, ove consentito dalle condizioni morfo-pedologiche, quelli realizzati con le moderne varietà e con protocolli di coltivazione più razionali. Non sono ormai infrequenti sull’Etna i meleti specializzati o in consociazione con la vite, basati su moderne varietà del tipo "delicious" ad epicarpo rosso, innestate su portinnesti selezionati, che in qualche modo sono riusciti a rivitalizzare economicamente il comparto.
A parte questi nuovi impianti la coltura del melo sull’Etna presenta in larga parte i connotati tradizionali rappresentati dalla limitata superficie degli appezzamenti, dalla frequente promiscuità con altre specie, dalla relativa vetustà degli impianti, dal prevalente impiego del franco come portinnesto, da interventi colturali non sempre accurati, dai modesti livelli delle rese. Il prodotto, per converso, presenta attributi di qualità apprezzati da un numero crescente di consumatori.
Quando comprarla:
Generalmente le mele si trovano tutto l’anno, ma con più difficoltà nel cuore dell’estate da luglio ad agosto.
Come sceglierla:
Conviene comprare frutta matura, compatta con il picciolo attaccato.
Come conservarla:
A temperatura ambiente, possibilmente non eccessivamente calda.
Caratteristiche nutrizionali:
Uso:
Ieri e oggi:










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