ISTITUTO COMPRENSIVO “Card. Dusmet” – NICOLOSI
ANNI SCOLASTICI 2006/2007 – 2007/2008
PROGETTO POR “I FRUTTI DELL’ETNA”
Mis. 3.06 – Azione E
 

SCHEDA INFORMATIVA

FRUTTO: Pera       

Notizie storiche:

Il pero è un albero conosciuto sin dai tempi antichi, che cresce sia allo stato selvatico sia in coltivazione.

Luogo di coltivazione:
Sull’Etna è interessante anche la presenza di vecchie varietà di pere, in particolare Butirra, Ucciardone e Spineddu. La raccolta avviene tra metà luglio e fine agosto (per quelle estive) o si sposta a metà e fine ottobre (per quelle invernali).

Caratteristiche della pianta:

Nome scientifico: Pyrus communis

Famiglia: Rosacee

Nome in italiano: Pero

Nome in siciliano: Piru

Il pero è un albero vigoroso, di forma piramidale nei primi anni e tendenzialmente globosa a muturità, che può raggiungere un'altezza anche di 15-18 m.
Il pero presenta gemme a legno e miste portate da diversi rami fruttiferi, (cioè da dardi, lamburde, brindilli) e rami misti. Il frutto è un falso frutto detto pomo.

Tecniche di coltivazione:

La coltura si colloca tra quelle più rappresentative della frutticoltura etnea non solo per la rilevanza dei relativi impianti, ma anche per la sua capillare diffusione sul territorio favorita in passato dall’innesto sul perastro, presente allo stato spontaneo, di varietà locali.

La pericoltura basata su piante sparse o su impianti promiscui, affermatasi prima che la specializzazione colturale divenisse una esigenza agronomica ed economica imprescindibile, è in notevole regressione ed in alcune zone può ritenersi del tutto scomparsa. Ciò risulta rischioso ai fini della salvaguardia di quelle numerose varietà locali cui la coltura ha fatto tradizionale riferimento. La ricchezza di tale patrimonio è comunque ancora notevole; secondo indagini non molto lontane nel tempo, la pericoltura dell’Etna è ricca ancora di numerose cultivar a frutto medio o medio-piccolo tra le quali risulterebbero esclusive o quasi delle pendici del vulcano Angelico, Buccadonna, Chiuzzu, Facibile, Falcuneddu precoce, Ialofuru, Iazzolo bianco, Iazzuleddu, Madonna, Moscatello, Ova di Nuzza, Rosa, Sanamalatu etnese, Savino, Spineddu, Ucciarduni, Zinno. Esse coprono per intero, quanto ad epoca di maturazione, il periodo compreso tra i primi di giugno e la fine di settembre, senza contare le cultivar i cui frutti richiedono il passaggio in fruttaio dove maturano durante il pieno inverno; numerose altre cultivar locali non esclusive del territorio etneo sono presenti. Rappresentato è il gruppo delle cosiddette perine (San Giovanni, Rosa, Facci bedda e Moscatello) i cui piccoli frutti sono conosciuti ed apprezzati sui mercati locali.

La moderna pericoltura è basata sia su cultivar a maturazione estiva (Coscia, Butirra d’estate) che su cultivar a maturazione autunnale (Decana d’inverno, Butirra d’inverno, Passacrassana). Aree elettive di diffusione sono il versante orientale a quote comprese tra 300 e 600 m per le cultivar estive, e quello occidentale (comuni di Maniace, Bronte, Randazzo) anche per le cultivar a maturazione autunnale. In quest’ultimo versante hanno fatto la loro comparsa, negli ultimi decenni, impianti a forme obbligate (es. spalliera).

Caratteristiche nutrizionali:

La polpa possiede una inconfondibile fragranza, è di consistenza granulosa, intrisa abbondantemente di succo dolce, profumato e aromatico. Di facile digeribilità per la sua morbidezza.  La pera è inoltre una buona fonte energetica per il carico di zuccheri che contiene nella proporzione del 10% nonché di minerali e vitamine.

Uso:

Ieri e oggi:

Le pere vengono messe in commercio fresche o inscatolate; si utilizzano inoltre per la preparazione di succhi e marmellate.

 

 


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