ISTITUTO COMPRENSIVO “Card. Dusmet” – NICOLOSI
ANNI SCOLASTICI 2006/2007 – 2007/2008
PROGETTO POR “I FRUTTI DELL’ETNA”
Mis. 3.06 – Azione E
 

SCHEDA INFORMATIVA

FRUTTO: Pesca       

Notizie storiche:

Il pesco è probabilmente originario della Cina (secondo alcuni del Medio Oriente - Persia), dove lo si può ancora rinvenire allo stato selvatico. L'introduzione del pesco in Europa viene da alcuni attribuita ad Alessandro Magno a seguito delle sue spedizioni contro i Persiani, secondo altri i Greci lo avrebbero introdotto dall'Egitto.
Viene coltivato in molti Stati nelle zone con clima temperato mite. A livello mondiale i maggiori produttori sono gli Stati Uniti, seguiti dall'Italia, Spagna, Grecia, Cina, Francia e Argentina.

Luogo di coltivazione:

Si coltiva in tutto il territorio etneo.

Caratteristiche della pianta:

Nome scientifico: Persica vulgaris

Famiglia: Rosacee

Nome in italiano: Pesco

Nome in siciliano: Pessicu

Il pesco comune è un albero di modeste dimensioni, alto fino a ca. 8 m, con apparato radicale molto superficiale, corteccia bruno-cenerina e rami radi, divaricati, rosso-bruni.
Le foglie sono lanceolate, strette, seghettate.
I fiori, che sbocciano prima della comparsa delle foglie, sono ermafroditi, ascellari, pentameri, colorati in rosa più o meno intenso. I petali sono cinque, il calice è gamosepalo, con cinque sepali (il calice gamosepalo ha le foglioline dei sepali saldate, il calice dialisepalo non ha le foglioline saldate); gli stami sono numerosi, fino a 20-30. Il pesco è, in genere, una specie autoincompatibile. Gli ovuli, generalmente due, non giungono tutti a maturazione, ma solo uno di essi viene fecondato e giunge a maturità. Il nocciolo di pesco contiene perciò un solo seme (o mandorla) solcato profondamente, che è di sapore amaro per l'elevato contenuto di amigdalina, un glucoside cianogenetico caratteristico di alcune drupacee. I frutti (le pesche) sono drupe carnose, tondeggianti, solcate longitudinalmente da un lato, coperte da una buccia tomentosa (pesche propriamente dette) o glabra (pesche-noci o nettarine) di vario colore. La polpa è succulenta, di sapore zuccherino più o meno acidulo, di color bianco, giallo o verdastro. La pesca ha una tipica consistenza polposa e succosa che è dovuta all'elevato contenuto in acqua ed alla presenza di pectina.
La maturazione dei frutti avviene tra la prima e la seconda decade di maggio nelle zone meridionali, fino alla fine di settembre per le cultivar più tardive.
In linea di massima le condizioni climatiche italiane e degli altri Paesi mediterranei sono ideali per la coltivazione del pesco che può sopportare limiti assai ampi, da minime invernali di anche -15 -18°C fino ad ambienti subtropicali dove il riposo invernale è alquanto limitato.

Quando comprarla:

Si trova da fine maggio a settembre.

Come sceglierla:

Conviene scegliere frutti da abbastanza sodi a leggermente maturi, di colore proprio delle varietà.

Come conservarla: Conviene lasciare maturare i frutti a temperatura ambiente finché risultano abbastanza soffici da essere mangiati.

Caratteristiche nutrizionali:

Tutta la parte edibile del frutto, ad eccezione forse della pellicola di cui è rivestito, è estremamente digeribile. La polpa esercita azione protettiva nei confronti della mucosa intestinale. Il succo è rinfrescante, disintossicante, mineralizzante per l'alto contenuto in calcio, tonificante e ricostituente per l'abbondanza in zuccheri.

Uso: Ieri e oggi:

Le pesche costituiscono uno dei più prelibati frutti da tavola e servono inoltre per la preparazione di succhi di frutta, marmellate, di gelatine e di pesche sciroppate.



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